La vittoria contro la Fiorentina ha permesso al Milan di guadagnarsi la testa della classifica in solitaria. Un risultato frutto di una sola sconfitta, all’esordio con la Cremonese, un pareggio, a Torino contro la Juve e per il resto solo vittorie. L’impatto di Max Allegri ormai non è più un mistero, l’allenatore livornese ha ribaltato completamente il mondo Milan, ricostruendo la cultura e la mentalità all’interno di un club che l’anno scorso sembrava aver totalmente smarrito la sua identità.
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Ora i rossoneri possono addirittura sfruttare una ghiotta occasione per poter allungare già a fine ottobre. Nel weekend in cui l’Inter andrà a Napoli, il Diavolo ospiterà il Pisa, nel più classico dei testacoda. Una gara che una squadra che vuole competere per il vertice, deve necessariamente vincere. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, ha fatto il punto sul momento che stanno attraversando i rossoneri, andando a evidenziare i principali motivi dietro al successo del progetto Milan, guidato da Massimiliano Allegri.
Fin dal suo arrivo a luglio, il Mister ha lavorato molto sulla fase difensiva, andando a costruire una squadra corta e attenta, che in campo si muove in maniera molto coordinata, ma soprattutto concentrata. Gli svarioni delle ultime stagioni sembrano essere un lontano ricordo, gli errori della retroguardia sono calati drasticamente. Come ama spesso ripetere Allegri in conferenza: a fine stagione la squadra che vince e quella che prende meno gol e su questo punto il Milan è notevolmente migliorato.

Il tris di difensori centrali, aiutato in maniera importante dai centrocampisti, sta offrendo risposte positive. Tomori ha caratteristiche uniche, forse è il meno difensivo dei tre, ma è sicuramente il più veloce, l’unico che può difendere con un po’ di campo alle spalle. Gabbia sta diventando sempre più leader e infine Pavlovic è cresciuto molto. Il serbo sta lavorando molto sulla solidità, senza dover per forza essere irruento, ma conservativo.
Sempre secondo la rosea, contro la Fiorentina sono arrivate risposte importanti, anche dalle seconde linee. In questo senso, l’emblema è stato Bartesaghi. l’esterno della Nazionale under 21 era reduce da un’ottima sosta. L’infortunio di Estupinan ha costretto Allegri a schieralo titolare contro la Fioretina e il classe 2005 ha offerto risposte positive. Infine il centrocampo.

Modric è il miglior direttore d’orchestra possibile, Rabiot ci ha messo più o meno 10 secondi a prendere possesso del reparto mediano. La crescita di Fofana è sotto gli occhi di tutti, Allegri gli chiede continui inserimenti. Il francese ha aumentato il livello delle sue prestazioni rispetto alla scorsa stagione, quando era abbandonato nelle praterie di San Siro.
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