Nella giornata di oggi Federica Zille, noto volto e giornalista di Dazn, è intervenuta in esclusiva ai microfoni di AllMilan.it. Nel corso dell’intervista sono stati molti i temi trattati: dall’attualità al recente calo del Milan. Non sono mancate analisi societarie e sui vari protagonisti del mondo Milan, da Maldini a Leao, passando per la gestione di Stefano Pioli. Di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Federica Zille:
Alla luce dei recenti fatti che hanno portato a protagonista l’ormai nota Giulia Cecchettin – penso a tanti personaggi dello sport che hanno cambiato i punti di vista delle persone su alcuni temi sociali, come ad esempio è già accaduto spesso in America – quanto pensi che sia possibile trasmettere davvero un cambiamento su temi sociali come quello della parità di genere ora, anche dai campi di calcio? Personalmente, quanti ci credi?
“Io ci credo, ci credo tantissimo. Vedo che nel nostro campo qualcosa sta cambiando: ci sono altre priorità e caratteristiche che vengono selezionate ed apprezzate di più. Cambia come consideriamo il calcio, veniamo considerate esattamente come i nostri colleghi: per quanto mi riguarda, non ho mai sperimentato nessun tipo di favoritismo in quanto ragazza e neppure sono mai stata sminuita. Vedo una parità che stiamo raggiungendo, e credo che possa essere ancora più grande con l’introduzione dell’arbitro donna: c’è Maria Sole Ferrieri Caputi che è stata una novità importante ma deve essere valutata esattamente come tutti i colleghi maschi. Non servono né favoritismi, né al contrario nei confronti di colleghi. Io per quella che è la mia esperienza non posso lamentarmi: mi lamento piuttosto quando alcuni ruoli, che possono essere affidati a delle colleghe brave e in gamba, vengono affidati invece a profili con altri tipi di caratteristiche. Sul mio campo sono abbastanza ottimista, poi sicuramente c’è ancora da lavorare”.
Alcuni giorni fa, Paolo Maldini aveva fatto parlare di sé con una particolare intervista su Repubblica. Tra le tante dichiarazioni, Maldini ha suggerito che l’idea di tirarlo fuori dal Milan fosse già premeditata da tempo da parte della nuova società. Pensi che in queste parole possa esserci un fondo di verità, o qualcosa di più o di meno?
“Riguardo un fondo di verità, non potrei proprio nutrire dubbi verso una figura come quella di Paolo Maldini, che in questo è sempre stato un esempio. Da giocatore e poi da dirigente. Non si è esposto nel periodo in questione, forse nelle dichiarazioni è stato più “buono” sul tema De Ketelaere. Per il resto in quell’intervista esce fuori la delusione per il trattamento che gli è stato riservato, anche perché quelle parole lì sono in un momento in cui è risultato abbastanza chiaro che non c’è stata una rivoluzione chissà quanto positiva, con una nuova dirigenza ed un nuovo modo di fare mercato. Quindi, tutto sommato, era anche il momento giusto per dire la sua versione dei fatti. Che fosse una cosa programmata da tempo, questo possono saperlo solo loro. Di sicuro, la modalità e la fretta con cui è stata chiusa la pagina Maldini-Massara fa riflettere. Nella stagione precedente, anche con i risultati portati sotto gli occhi di tutti, la firma arrivò così tardi. Ecco, questo mi fa propendere per credere che le parole di Maldini abbiano eccome un fondo di verità. Poi perché la società abbia fatto queste scelte rimane nelle istanze di Gerry Cardinale. Anche oggi vedere che ci si riaggrappa ad una figura come quella di Ibrahimovic, mi fa pensare che il vuoto sia stato importante. In queste settimane in cui Pioli è stato comunque criticato per i tanti punti buttati via, non ho sentito i dirigenti metterci la faccia e parlare, come avrebbe fatto invece Paolo Maldini, per difendere o rinsaldare la posizione dell’allenatore. Questa è una mancanza che si fa sentire, proprio come un paradosso: è un silenzio che si fa sentire! In altre occasioni il Milan avrebbe protetto di più il proprio allenatore”.
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Parlavamo di critiche ed, ora, a proposito di critiche, il Milan ne sta ricevendo diverse. Gli ultimi risultati non sono stati molto positivi, si parla di un Milan in calo. Al momento, chi può avere più responsabilità: gli infortuni, le scelte di Pioli, le scelte societarie, altro?
“È un bel concorso di colpe. Tutti questi infortuni, sicuramente stanno svantaggiando il Milan e non poco: ci si sta ritrovando con Tomori come unico difensore di ruolo, al momento. Certamente, tutti questi problemi fisici non possono essere un caso. Poi, abbiamo assistito ad un inizio da parte di Reijnders, di Pulisic, di Loftus-Cheek, sopra le righe. Con il tempo bisogna anche tenere in conto che non sono giocatori al 100% della condizione fisica, soprattutto per quanto riguarda Loftus-Cheek. Anche questo dobbiamo mettere sul piatto della bilancia. È un mercato che comunque è stato fatto più su occasioni o spendendo soldi su giocatori come ad esempio Chukwueze, che ha segnato un gol splendido contro il Borussia Dortmund, ma che non sta ripagando le attese, per il resto. Rimane la solita pecca, la lacuna di non essere andati a puntare i grandi obiettivi della fine della passata stagione. Serviva un difensore centrale e un vice Giroud, non sono arrivati. È vero che l’esterno destro era un altro grande punto: è arrivato Pulisic che sta facendo molto bene, ed hanno comprato anche Chukwueze che abbiamo nominato. Sono andati a parere quel punto debole, ma ne sono rimasti totalmente scoperti altri due. Non si può andare all’ultima giornata di mercato a cercare di fare all-in su Taremi con il rischio che succeda quello che è successo. Vanno ripartite le responsabilità per tutti i motivi, non si possono far ricadere tutte le colpe solamente su Pioli”.
Domanda di rito, quasi obbligatoria: quanto è possibile arrivare secondi e qualificarsi in Champions League? Dico secondi perché il primo posto non è più alla portata ed il terzo, invece, sarebbe un’altra cosa.
“La realtà è che purtroppo non dipende dal Milan! Comunque, contro il Newcastle il Milan deve assolutamente vincere questa partita, e non è scontato riuscire a farlo, visto che all’andata sono sfuggite una quantità di occasioni non concretizzate impressionanti. Secondo me, se oggi il Milan non è qualificato c’è da mangiarsi le mani: soprattutto per lo 0-0 con il Borussia e contro il Newcastle all’andata, le partite che hanno portato maggiormente il Milan ad essere più fuori che dentro dagli ottavi di Champions League, al momento. Sicuramente, poi, a questo punto è improbabile che il Paris Saint-Germain non vada a fare punti contro il Dortmund. Quando il destino non è nelle tue mani allora significa che qualcosa di sbagliato lo hai fatto, e il Milan lo ha fatto soprattutto con il Newcastle all’andata. Dovremo vedere, anche per come è arrivata la sconfitta contro l’Atalanta, se il Milan avrà la forza di vincere la partita. Con tutte le defezioni che il Milan ha ed anche per il momento a livello di umore che adesso c’è. Anche per il fatto che la percentuale di passare il turno sia così sottile, e bassa. Io spero che il Milan sappia il valore che può avere anche giocare in Europa League, che oltretutto porta qualcosa sia a livello economico ma anche di ranking, che sono anche aspetti importanti. Bisognerà comunque attaccarsi alle situazioni, sapendo che magari non basterà vincere la partita, a questo punto”.
In vista del match di domani, c’è qualcosa che consiglieresti a Pioli in una gara che vale così tanto, che il Milan non può proprio sbagliare? E se dovessi scegliere uno tra tutti che serve che alzi i giri per il Newcastle, Leao a parte? Sarebbe troppo semplice rispondere Leao…
“Sì, anche perché abbiamo già visto l’anno scorso contro l’Inter come il Milan non possa dipendere da qualcuno non al 100% della condizione. Nonostante questo, certamente è Leao quello capace di illuminare la squadra. Poi, cercare di metterlo in partita con continui passaggi può essere anche controproducente, sia per lui ma anche perché situazioni di questo tipo sanno diventare leggibili dall’altra parte. Per quanto riguarda qualcuno che, a parte Leao, dovrebbe alzare i giri del Milan, io dico Loftus-Cheek. È uno che sa spezzare alcuni equilibri dentro le partite ed è anche un calciatore con caratteristiche importanti nel Milan. Sul consiglio a Pioli, trovo che quello che il Milan deve assolutamente mettere in campo e che non può sbagliare è l’atteggiamento, anche se non è proprio un consiglio a Pioli. Però, per il Milan sarà una chiave l’atteggiamento con cui tutti scenderanno in campo. Anche perché, personalmente, credo che uscire dalle coppie non sia un vantaggio. Poi, ricordiamo che il Milan non ha mai vinto un Europa League, e che il terzo posto non escluderebbe un altro obiettivo. Di lì sarebbe un altro percorso anche perché, possiamo dirlo, per lo scudetto adesso è dura”.
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