Stefano Ferrè, data analyst di Math&Sport e House of Calcio (un programma data driven in onda su Twitch e Youtube dal lunedì al venerdì dalle 19:30 alle 23), ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni di AllMilan.it per approfondire e analizzare le idee di gioco e le caratteristiche di Paulo Fonseca, quasi certamente futuro allenatore del Milan. Queste le sue parole ai nostri microfoni:
Perché Fonseca e non Antonio Conte
1. L’idea progettuale del Milan, che da anni gioca con la difesa a 4 e che l’anno scorso ha rivoluzionato la rosa con circa 20 operazioni di mercato, può avere influito sulla scelta dell’allenatore? Può essere stato escluso Conte poiché ha sempre giocato con la difesa a 3 o perché la sua filosofia di gioco non sposa il progetto rossonero?
“Non credo sia per una questione di modulo, ma un duplice motivo: 1) economico, non perché il Milan non abbia i soldi, ma perché non ritiene strategico investire una cifra così alta per l’allenatore. 2) Conte è un allenatore non da “ti faccio crescere per vincere”, ma da “ossessione alla vittoria” e, ad oggi, nella filosofia del Milan il percorso che porta alla vittoria credo sia un percorso di crescita e di sviluppo delle risorse a disposizione. Quindi, prendere un giocatore che ha un valore 6 su 10, portarlo a crescere e arrivare alla vittoria. Credo, dunque, che siano scelte opposte da un punto di vista di filosofia strategica, anche i giocatori presi l’anno scorso quest’anno potranno crescere ulteriormente. Siamo tutti curiosi di vedere Reijnders che potrebbe diventare uno dei top3 centrocampisti della Serie A e di conseguenza aumenterà il suo valore. Inoltre, non escludo che Conte a Napoli non possa tornare alla difesa a 4. Mi aspetto un Conte evoluto, diverso, non per forza dogmatico. con il 3-5-2, il baricentro basso e le ripartenze”.
Il motivo della scelta di Fonseca: Ferrè ci spiega stile di gioco e valorizzazione
2. I tifosi del Milan sono preoccupati per la parentesi di Fonseca alla Roma, ma dalla sua esperienza romana ad oggi che tipo di evoluzione ha avuto?
Stefano Ferrè ci spiega: “Fonseca non è stato scelto con i dati, ma i dati servono per capire cosa va e cosa non va nel Milan. Oggi il Milan è primo in classifica, in Serie A, per tiri in porta fatti nei 90 minuti, pensate che mediamente nei 90 minuti fa 5,3 tiri in porta, nessuno in Serie A ne ha fatti mediamente di più, neanche l’Inter. Il problema è che solo sei squadre, tra cui le tre retrocesse, subiscono più attacchi e tiri, questo fa capire che il problema del Milan non è la difesa, ma la fase difensiva. Lo avranno capito tutti, quest’anno la difficoltà è stata mantenere equilibrio, compattezza, non si è riusciti ad arginare la fragilità difensiva. Dati alla mano, in attacco il Milan è una squadra che poteva lottare per vincere, il limite riguarda tiri e attacchi subiti. Ormai gli allenatori si evolvono ogni anno (così come i giocatori), non ha senso quindi paragonarlo e valutarlo in base a quanto fatto anni fa alla Roma. Nell’ultimo “calcio proposto da Fonseca” le idee/caratteristiche calcistiche sono state:
”Squadra compatta, corta e organizzata”
- 4-2-3-1 stile Milan attuale, ma con una squadra più compatta, più corta, con due mediani posizionali, quindi terzini molto alti che si alzano molto in possesso, quasi a diventare all’altezza dei mediani quando si costruisce.
- Il trequartista che lega il gioco, più di qualità che di invasione alla Loftus-Cheek, un centravanti di mobilità che viene quasi a lavorare come il trequartista.
- Un centravanti, quindi, che si abbassa molto vicino al trequartista e cerca di creare densità centrale in zona palla, con la volontà di venire a prendere la palla e giocare spalle alla porta. Infine, con due esterni molto larghi, molto alti con l’obiettivo di isolarli e lasciarli nell’1 vs 1.
Dunque compattezza, organizzazione, esterni molto alti e un centravanti di movimento e mobilità. Il Lille inoltre ha stats difensive molto positive: 2° miglior difesa dietro al PSG”.
Meglio Amorim o Fonseca?
3. Scegliere un allenatore con una nuova filosofia di gioco, ad esempio Amorim, sarebbe stato ancor più rischioso questa estate considerando il poco tempo a disposzione per la preparazione tra tra Euro2024 e Copa America?
“Amorim era un nome interessante, ma con una clausola molto alta e credo ambizioni più da “Premier”. Penso che consolidi un altro anno allo Sporting, per poi sbarcare in Premier, è giovane e molto quotato visto lo stile di gioco dello Sporting, non saprei neanche a chi paragonarlo. Credo che il poco tempo a disposizione potrebbe aver influito, ma non credo sia questo che abbia portato alla scelta di Fonseca. Credo che sia stata dettata da motivi di budget e di coerenza con l’evoluzione di Fonseca che ha portato anche alla valorizzazione di molti giocatori. Facciamo il nome di Alex Sandro, di David, ma ce ne sono tre che possono diventare davvero dei gioielli:
Edon Zhegrova, Yusuf Yazıcı e Leny Yoro. Il primo è l’esterno che fa più dribbling in Ligue1, giocatore del Kosovo molto bravo nell’1vs1. Il secondo lo vedremo agli europei con la Turchia, può ricoprire diversi ruoli sotto la punta. Infine, Yoro è stato valorizzato molto e credo gli vedremo fare il salto di qualità”.
Zirkzee profilo ideale per Fonseca: Stefano Ferrè ci spiega i motivi
4. Tornando all’evoluzione di Fonseca alle sue idee di gioco:
“Parlando di novità tattiche, sono molto curioso di vedere Fonseca al Milan. Al di là della piazza, che non lo supporta molto, è affascinante capire se torna diverso, torna da diverse esperienze e penso che il calcio francese sia maestro nella valorizzazione dei giocatori e questo per il Milan è un bel driver. L’idea del Milan è di crescita, con l’obiettivo di tornare a vincere, ma in modo sostenibile. Sulla parte tattica penso che la prima cosa che farà Fonseca sarà sistemare la fase di non possesso. Lavorerà sui “comandamenti di Fonseca” nel modo in cui il Milan perderà la palla: riaggressione, ordine, come occupare gli spazi ecc… Più che il Milan in fase di possesso, penso che quello che stresserà Fonseca sarà questo aspetto”.
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5. Parlando del centravanti, quale può essere il profilo ideale per Fonseca?
Stefano Ferrè non ha dubbi: “Sesko è sicuramente un profilo ideale, ma bisogna fare un discorso di !qualità-prezzo”. Sesko oggi è il giocatore con più hype, ma a livello di caratteristiche, se le richieste di Fonseca sono le stesse delle ultime due anni, la punta non è solo quella da “area di rigore”, ma più alla Dzeko/Zirkzee. Quindi parliamo di una punta che si abbassa molto, che viene a giocare in mezzo al campo, che pulisce il pallone, ha la capacità di innescare gli inserimenti sia del trequartista che delle ali. Questo è quello che faceva Zirkzee al Bologna. Il profilo ideale per il gioco proposto da Fonseca l’anno scorso è senza dubbio quello di Zirkzee. Sia per la capacità di manovrare, che per la sua visione di gioco e per essere una sorta di regista avanzato anche spalle alla porta”.
Ferrè: “Theo perfetto per Fonseca, ecco di cosa hanno bisogno Loftus-Cheek e Reijnders”
6. Quali sono i calciatori attualmente in rosa che potrebbero essere valorizzati da Fonseca? Quali invece quelli che potrebbero avere delle difficoltà ad adattarsi alla sua idea di gioco?
“Partiamo dalla difesa: Theo Hernandez è il terzino ideale per Fonseca, di spinta e che sta alto, chi vedo meno bene invece è Calabria. Forse servirebbe un terzino più box to box, che faccia avanti e indietro, che sembri quasi un quinto. Per quanto riguarda il centrale credo che al Milan serva un giocatore da affiancare a Tomori che sia solido, che vinca i duelli, bravo negli intercetti, nei contrasti e negli anticipi. Tomori invece è molto preciso.
Passiamo al centrocampo, Reijnders può fare il mediano, ma ha bisogno di un giocatore più solido accanto, quindi mi aspetto che il Milan intervenga per sostituire/dare il cambio a Bennacer. Serve un giocatore capace di fare ciò che facevano Kessié e Tonali, un giocatore più di interdizione, che non significa essere scarsi coi piedi, ma che sappia mantenere il senso della posizione dando equilibrio. Questo a Reijnders servirebbe anche per crescere ulteriormente.
Loftus-Cheek, Leao e… Lukaku
Sul trequartista non so quanto Loftus-Cheek possa essere un profilo ideale per Fonseca, perché è più invasore che di qualità, ma dipende dal mediano. Loftus può essere valorizzato, ma non per forza nella posizione di trequartista, potrebbe anche occupare uno dei due posti in mediana. Chiaro che i giocatori perfetti per Fonseca sono Leao e Pulisic, a parte perché sono superiori alla media, per come puntano l’uomo, per come giocano isolati. Anche Chukwueze penso possa esplodere l’anno prossimo.
I tre che penso possano essere valorizzati maggiormente da Fonseca sono Theo, Reijnders e Chukwueze. Quelli che vedo “peggio” sono Calabria, Bennacer e Loftus-Cheek. La punta perfetta è quella che gioca spalle alla porta e mi vien da dire…perché non Lukaku? Spalle alla porta gioca tanto e sa abbassarsi”.
Ricordiamo che Stefano Ferrè sarà in onda, con la squadra di House of Calcio, dal 14 giugno al 14 per raccontare gli Europei da una prospettiva data-driven mai utilizzata prima.

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