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Esclusiva – Le parole dell’ex allenatore di Ricci: “Umile, disponibile, ma soprattutto forte: vi racconto il nuovo centrocampista del Milan”

 

Ora è ufficiale, Samuele Ricci è un nuovo giocatore del Milan. I rossoneri hanno un nuovo centrocampista, giovane, italiano, ma che porta con sé una grande esperienza nel nostro campionato, dopo gli anni trascorsi a Empoli e sotto la Mole, sponda granata. Ma che giocatore è Samuele Ricci e cosa può dare al Milan? A queste domande e a molte altre, ha risposto Lamberto Zauli, allenatore con alle spalle una lunga carriera da giocatore in Serie A. Zauli ha visto crescere Samuele Ricci e lo ha allenato quando il giovane centrocampista giocava nella Primavera dell’Empoli. Ai microfoni della nostra redazione, Zauli ha raccontato i primi passi di Ricci nel calcio dei grandi, quelle che erano le sue caratteristiche, oltre alla sua evoluzione nel tempo. Queste le parole dell’ex allenatore della Juventus Next Gen e del Perugia.

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Hai allenato Samuele Ricci nella primavera dell’Empoli. Che giocatore era sotto il profilo tecnico, dell’intelligenza tattica e della leadership?

Crescere nell’Empoli è una fortuna per qualsiasi calciatore e contestualmente per ogni allenatore, perché la società toscana sa come coltivare i suoi talenti. Samuele è il frutto di questo percorso. Ho avuto l’opportunità di allenare Ricci nella primavera degli azzurri. All’epoca giocava leggermente più avanzato rispetto a oggi, aveva una propensione più offensiva. Ma il ruolo, a quell’età, lascia il tempo che trova. Fin da subito ha dimostrato le sue doti tecniche, un bellissimo dominio della palla e un’ottima personalità. Piano piano il ragazzo è venuto fuori, grazie a queste caratteristiche.”

Ancora sul percorso di Samuele:

Con noi fece una grandissima annata in primavera per poi salire in prima squadra. Ripeto, la sua qualità migliore era ed è proprio il dominio del pallone, che riusciva a mantenere in ogni zona del campo. Non era inusuale che un giovane saltasse una categoria. Nonostante fosse sotto età, in breve tempo riuscì a guadagnarsi le chiavi del centrocampo. Un percorso simile lo ha fatto Kristjan Asllani, anche lui lo abbiamo lanciato, credendo nelle sue qualità”.

 

All’epoca aveva già i crismi di chi avrebbe potuto arrivare ad altissimi livelli?

Ormai si è affermato come uno dei migliori giocatori in Italia, come dimostra la sua presenza stabile in Nazionale. Ricci ora dovrà fare l’ultimo step per essere un top del nostro campionato. Sono contentissimo per lui, perché si è sempre dimostrato un ragazzo umile e disponibile, due caratteristiche fondamentali per chiunque. Chi le ha riesce poi a impostare un certo tipo di carriera. Samuele rientra in tutto questo”.

Parliamo del ruolo e della sua interpretazione. Dove vedi meglio Samuele? In centrocampo a due o a tre?

“Oggi un centrocampista deve saper interpretare entrambi i ruoli. Quando l’ho conosciuto agiva in una posizione più avanza rispetto a oggi. Io provai a spostare il suo raggio d’azione un po’ più indietro, perché pensavo che lì, potesse dare il meglio di sé. Dimostrò subito di avere la personalità e le doti tecniche per occupare quel ruolo. Oggi può giocare sua a due che a tre”.

Sucic su Modrić

 

Il Milan sembra essere vicino anche a Luka Modric. Allenarsi e giocare al fianco di un campione del suo calibro, come può influenzare il percorso di Ricci in rossonero?

Avere accanto giocatori come Modric è fondamentale per chiunque. Quando un ragazzo arriva al top deve comunque ricordarsi che non si tratta mai di un punto di arrivo e deve avere l’approccio giusto. L’apprendimento o la trasmissione di conoscenze non avviene solo grazie agli allenatori: anche i compagni di squadra giocano un ruolo chiave in questo percorso. Arrivare al Milan e avere accanto un giocatore come Modric può portare solo benefici a Samuele”.

Ricci ha fatto una sorta di percorso a tappe, facendo sempre uno step in più: da Empoli a Torino e da Torino a Milano. Quanto, ancora oggi, conta la cosiddetta gavetta?

Ogni giocatore è giusto che abbia il proprio percorso, ma allo stesso tempo credo che la gavetta, soprattutto se fatta all’interno dello stesso campionato, come nel caso di Ricci, possa avere solo risvolti positivi. Avere il tempo di fare le proprie esperienze, di sbagliare le partite: non sono elementi da dare per scontati, ma fanno parte di un percorso lineare ed equilibrato. Gli errori fanno crescere e permettono poi di arrivare in piazze prestigiose come il Milan. Oggi Samuele mi sembra assolutamente pronto per questa nuova sfida”.

 

Crescere in un settore giovanile come quello dell’Empoli rappresenta un vantaggio per un giocatore che ha bisogno di essere formato?

“L’Empoli è una piccola società solo sulla carta, in realtà dietro c’è un livello di competenza elevatissimo. Sanno perfettamente cosa fare per costruire la carriera di un giovane. L’emblema è proprio il presidente Corsi: quando lavorano per i toscani il Presidente, conosceva tutti i ragazzi del settore giovanile, anche quelli di 8/9 anni. C’è la possibilità di lavorare bene e di crescere senza pressioni eccessive. I ragazzi sanno che attraverso l’impegno e il lavoro, la possibilità di arrivare in prima squadra è una prospettiva concreta. È l’ambiente ideale in cui crescere”.

Chiudiamo il capitolo Ricci e apriamo brevemente quello legato al mondo delle squadre Under 23. Sei stato sulla panchina della Juve Next Gen, ottenendo ottimi risultati. In basse alla tua esperienza nella categoria, a tuo avviso cosa non ha funzionato nella stagione del Milan Futuro?

“Da fuori è sempre difficile giudicare. Posso solo dire che per i giovani, il primo impatto con la Serie C è sempre complicato. Parliamo di un campionato molto competitivo e difficile. I ragazzi fanno spesso fatica perché durante l’annata è inevitabile che ci si trovi ad affrontare nuove sfide, spesso inattese e tremendamente provanti. Non è assolutamente scontato che una big riesca a far giocare dei giovani in maniera competitiva in un girone di Serie C. Però è molto utile. Il ruolo della società è fondamentale, perché troppo spesso si assiste a giocatori che si allenano con la prima squadra e la domenica vanno a giocare in Under 23. La società deve essere brava a valorizzare il progetto”.

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