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ESCLUSIVA – Passerini: “L’idea del club è continuare con Pioli, ma ora sono tutti sotto esame. Leao? Un problema di concentrazione”

passerini

Con tre obiettivi ormai sfumati definitivamente (Coppa Italia, Supercoppa Italiana e campionato), per il Milan di Stefano Pioli non rimane che concentrarsi sulla conquista del quarto posto in Serie A, e cercare – perché no – di andare avanti il più possibile in Champions League. Certo, non sarà semplice, ma i rossoneri visti fino a ora nella massima competizione europea hanno dimostrato di essere diversi rispetto a quelli impegnati in campionato. Di questo e tanto altro abbiamo parlato con Carlos Passerini, giornalista del ‘Corriere della Sera’ al seguito del Milan, il quale ha rilasciato un’intervista alla nostra redazione.

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Il Milan, reduce dalla vittoria dello scudetto, ha incontrato grosse difficoltà fino a ora. Secondo te, a cosa è dovuto questo calo? Di chi pensi siano le responsabilità maggiori?

“Ovviamente, sono diverse le cause di queste difficoltà a due facce: in campionato, il Milan sta mostrando la corda; in Champions, invece, è ancora tutto aperto. Però, di fronte a queste problematiche evidenti che ci sono in campionato, a me è piaciuta molto la frase di Ibrahimovic dell’altro giorno, che sintetizza un po’ tutto questo: quando lo svedese dice che il Milan non ha ancora la mentalità per giocare da campione in carica e da vincente in modo da gestire il successo, è vero. Quest’anno, tanti ragazzi – perché il Milan è una squadra giovane – non hanno dimostrato di aver fatto il salto di qualità mentale, perché un conto è giocare da underdog, cioè da sfavoriti, e un conto è farlo da favoriti. Questo sicuramente ha inciso”.

Poi c’è il mercato estivo, che non ha reso la combinazione delle due cose. Anzi: ha portato delle grosse difficoltà in campionato, che stanno mettendo a rischio il piazzamento in Champions, vero obiettivo stagionale. Dall’altra parte – ha aggiunto Passerini – c’è invece una Champions che, al contrario, sta mettendo in luce la parte ‘buona’ di questo Milan giovane, che in Europa sa mantenere la freschezza mentale che l’anno scorso ha portato alla vittoria dello scudetto. Il vero obiettivo è quello di vincere, arrivare nei primi quattro posti e ottenere la qualificazione in Champions League. E da qui, da questi 40-50 milioni che entrano, dipende tanto il mercato, i prossimi rinnovi. È un obiettivo che il Milan non può mancare”.

Il futuro del tecnico Stefano Pioli

Il futuro di Pioli sarà ancora al Milan o tutto dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League?

“L’idea della società – ha osservato Passerini – è quella di continuare con Pioli, infatti il suo contratto è stato allungato circa un anno fa. L’obiettivo è di proseguire questo progetto, che ha portato alla vittoria dello scudetto. C’è grande stima nei confronti di Pioli sia da parte del management sia da parte della società. Ed è una fiducia, una stima non di facciata, ma reale e concreta”.

Detto questo, l’obiettivo del Milan è il piazzamento in Champions. Più che un obiettivo è un dovere, un obbligo per la società che ha bisogno di qualificarsi in Champions tutti gli anni per strutturarsi anche da un punto di vista finanziario, oltre che di immagine. Quindi è chiaro che dalla classifica di quest’anno e dal piazzamento nella Champions League dipenderà il futuro di tutti: penso a Pioli, ma anche all’area tecnica. Tutti sono sotto esame, perché questa è una stagione fondamentale: la stagione in cui devi provare a ripeterti e a rivincere, che era l’obiettivo stagionale. Il piazzamento Champions è un dovere, quindi da questo dipenderà il futuro di molti protagonisti, e anche di molti giocatori”.

L’obiettivo

Visto che la pratica scudetto, ormai, è archiviata, dove può arrivare questo Milan in campionato?

“Deve arrivare nei primi quattro posti, ormai non fa più differenza. La Supercoppa Italiana, che si giocherà a Riad anche l’anno prossimo, metterà in palio un sacco di soldi. Piazzarsi al secondo posto – sostiene Passerini – potrebbe permettere al Milan di ottenere degli incassi fondamentali a gennaio. L’obiettivo, ripeto, deve essere entrare in Champions. Poi, se riesce a chiudere al secondo posto – cosa non impossibile – ancora meglio”.

Dico che deve essere possibile perché – al netto della situazione della Juventus, che non possiamo conoscere – dietro il Napoli tutte le squadre hanno dimostrato di avere delle fragilità. A partire dall’Inter, che non ha mai trovato un equilibrio e una costanza, fino ad arrivare alle due romane, che stanno facendo bene, ma anche loro hanno speso dei momenti di calo molto forte. L’Atalanta, invece, è un po’ più indietro, anche se è comunque un’avversaria da tenere in considerazione. Vista la situazione, il Milan può puntare al secondo posto”.

Il rinnovo di Leao

Leao

Parliamo di Leao. Ti aspettavi una sua regressione così evidente? E poi, arriverà il rinnovo o ci sono pochi margini?

“No, non me l’aspettavo. Credo sia soprattutto un problema di concentrazione, non fisica o tattica. A incidere – prosegue Passerini – anche il fatto che tanti avversari, ormai, hanno imparato a conoscere il suo talento e ad arginarlo. Credo – anche se lo stesso Pioli dice che non è così – che il tema del rinnovo contrattuale stia incidendo sulle sue prestazioni. Il fatto che ci sia grande confusione, con più persone che si occupano di questo tema spinoso, sta sicuramente contribuendo. Leao è uno di quei ragazzi che, quest’anno, non è riuscito a fare il salto di qualità rispetto all’anno scorso”.

Ha disputato una grande stagione nell’anno dello scudetto, mentre quest’anno – in cui c’era bisogno di confermarsi, e sappiamo tutti che fare questo è più difficile – sta fallendo. Lo dicono i numeri, ma lo dice anche il linguaggio del suo corpo. Secondo me, il fatto che Leao non sorrida – cosa che faceva l’anno scorso e che rappresentava il suo ‘marchio di fabbrica – è già una prova della sua stagione. Non vederlo sorridere mi fa pensare a un giocatore diverso”.

Sul rinnovo, da quello che mi risulta, si stanno riallacciando i rapporti. E qui, senza girarci troppo attorno, è evidente che un po’ c’entrano anche le sue prestazioni. Leao farebbe bene a proseguire il suo percorso di crescita al Milan, perché questa stagione ha dimostrato che non siamo di fronte a un giocatore maturo. È un grande talento, un giocatore di grande prospettiva, ma che deve ancora crescere. Il Milan può permettersi di aspettarlo, altre società no”.

Mercato, tra sostenibilità e reparti da sistemare

Massara e Maldini

Questione mercato. I tifosi si aspettavano qualche rinforzo in più nel mercato di gennaio, ma la società ha preferito portare avanti la linea della sostenibilità. Quali sono i reparti sui quali il Milan dovrebbe intervenire con più urgenza?

“Sono tra coloro i quali sostengono la linea della sostenibilità, perché credo che nel calcio attuale non possa più esistere un obiettivo sportivo dissociato da quello finanziario. Per intenderci: non c’è futuro per una società che non ha i conti a posto. Non siamo più nell’epoca dei grandi padroni, spesso italiani, di trent’anni o quarant’anni fa. Sono favorevole a questa linea, intrapresa da Elliot prima e da Red Bird dopo. È chiaro che ci sono alcuni punti su cui si dovrà intervenire, ma è altrettanto chiaro – aggiunge Passerini – che si potranno avere le idee chiare solo nel momento in cui il Milan conoscerà il budget a disposizione, il che dipende dal piazzamento Champions. Alla fine, torniamo sempre lì. E non è uno slogan, bensì una sacrosanta verità”.

Detto questo, io l’ho scritto anche più volte: credo che il Milan debba affrontare la questione relativa al centravanti del futuro. Il club ha bisogno di un giovane che possa garantirgli gol per i prossimi anni, perché Ibrahimovic è stato sì fondamentale per la rinascita del Milan, ma ad ottobre compirà 42 anni. Giroud ne avrà 37. Parliamo di giocatori che non possono garantirgli un futuro. I centravanti giovani ci sono, sono pochi, e quelli che ci sono costano. Il Milan deve investire su un centravanti che possa garantirgli in futuro. Come? Torniamo sempre lì: servono i soldi per poterselo permettere. Poi servirà anche un mediano in più, perché credo che la partenza di Kessie sia stata molto sottovalutata. Serve un mediano con la forza e il fisico giusto che possa dare il cambio a Tonali e Bennacer”.

Stadio

Stadio
Stadio

Capitolo stadio. Il Milan punta deciso sull’area “La Maura”. Quanto pensi sia importante il fatto di avere un impianto di proprietà?

“Lo stadio di proprietà – ha sottolineato Passerini – è fondamentale per una società moderna che punta alla sostenibilità. Lo abbiamo visto col Tottenham, che ha uno stadio capace di generare 125 milioni di euro all’anno di ricavi e che diventa una casa per i tifosi, sette giorni su sette. Oggi non si piò pensare a una società moderna senza uno stadio di proprietà. So che è una questione complessa perché tutti noi amiamo San Siro, ma è difficile trovare un modo per sistemarlo, facendolo diventare un impianto più moderno. Di sicuro capisco le ragioni del Milan, intenzionato a portare avanti questo progetto. Non è possibile pensare di fare calcio senza uno stadio di proprietà per una squadra di alto livello e moderna come quella del Milan”.

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