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ESCLUSIVA – Peppe di Stefano: “Rinnovo Pulisic? La condizione principale è questa. La rosa del Milan di questa stagione ha un aggettivo preciso… Poi il rapporto giovani-Nazionale.”

Torna finalmente la Serie A e, con essa, l’atteso ritorno in campo del Milan dopo la sosta per le nazionali. Le prossime quattro sfide dei rossoneri saranno trasmesse in esclusiva su Sky Sport, con il consueto e prezioso contributo diPeppe di Stefano da bordo campo. In vista di questi impegni, il giornalista è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto della situazione: dalle ambizioni del Milan in questa stagione, alla crescita dei giovani, passando per il tour de force di ottobre… senza dimenticare il suo punto di vista sul derby di Milano. Leggi l’esclusiva a Peppe di Stefano.

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L’analisi di Peppe di Stefano

Segui il Milan da tanti anni: se dovessi trovare un solo aggettivo per descrivere la rosa di questa stagione, quale useresti e perché?

“Se dovessi trovare un solo aggettivo per descrivere la rosa di questo Milan dire: CURIOSA. Una rosa curiosa, perché ci sono molte certezze, molte incognite, perché ci sono molti ragazzi di sicuro avvenire, perché c’è un allenatore nuovo, il quale lo inserisco sempre nel pacchetto rosa, perché c’è una nuova dirigenza. Una rosa curiosa, di un Milan che ha svegliato la mia curiosità. Non riesco a leggere e a capire dove finirà il Milan in questa stagione, sono curioso”.

Parliamo dell’utilizzo dei giovani nel Milan di Amorim. Lo scorso anno Bartesaghi aveva conquistato il posto da titolare, relegando Estupinán in panchina. Quest’anno, invece, sta trovando molto meno spazio: secondo te, quali sono le ragioni di questa scelta di Amorim?

“Secondo me abbiamo visto ancora poco: sei partite sono troppo poche per fare una valutazione. Ho sempre sostenuto che una prima valutazione di questa stagione la farò dopo quindici partite stagionali, tra campionato e coppe, e lì tirerò le somme. Perché adesso dire che Bartesaghi non è più il titolare non è affidabile: credo che Amorim si sia affidato più alle sue certezze.

Sono allo stesso tempo convinto, e so per certo, che a lui piace tanto sia Comotto che Camarda, e il non averli utilizzati non vuol dire che non gli piacciono o che non li veda bravi o nel progetto; magari, banalmente, nelle prime partite voleva provare a partire un po’ più forte e mettere all’interno della formazione dei giocatori più esperti.

La vera stagione inizia da domenica a Sassuolo: il Milan giocherà una volta ogni tre giorni, Amorim dovrà fare delle rotazioni continue, lì non fai scelte, lì hai necessità di ruotare. Sono state sue scelte quelle di trattenere Camarda e Comotto, oltre che di Gerry Cardinale. Conosco questi ragazzi da quando erano piccoli, li ho seguiti e visti crescere sportivamente e sono convinto che avranno un grande avvenire al Milan, ma anche un grande presente“.

In questi giorni si parla molto del rinnovo di Christian Pulisic: Cardinale vorrebbe blindarlo fino al 2031. Secondo te, quali sono le condizioni perché la storia tra Pulisic e il Milan possa continuare a lungo?

“Penso sia un accordo di carattere economico. Che Pulisic sia centrale al progetto Milan, credo che la partita contro il Lecce lo abbia dimostrato: le qualità di Christian Pulisic in Italia ce le hanno in pochi, se non forse solo lui. È un giocatore che può fare l’esterno in un attacco a tre, il trequartista in un attacco a due, può fare quello che vuole; ecco perché il Milan farebbe bene a blindarlo, perché è un patrimonio del club, perché è un ragazzo per bene, da Milan, è una star internazionale e non è facile trovare un americano così bravo.

È vero che nella scorsa stagione non ha fatto bene, ma è pur vero che è stato martoriato dagli infortuni. A me è un giocatore che piace particolarmente, e ripeto: il gol con il Lecce è un po’ l’emblema di quello che ha di diverso. I gol li fanno tutti, ma fare quel tipo di giocata dopo mesi che non giochi vuol dire che stai bene sia fisicamente che mentalmente.

Quando penso al Milan del futuro, se il Milan vuol essere vincente deve partire dai grandi giocatori da comprare e dai grandi giocatori che ha da mantenere; deve essere finita l’epoca delle cessioni. Basta Tonali e Rejinders via dal Milan, adesso è il momento di trattenere quelli bravi, perché l’obiettivo adesso, e lo ha confermato anche Cardinale, non è più fare trading finanziario ma sollevare trofei. Per sollevare trofei devi fare delle scelte ben chiare, compreso il rinnovo di Christian Pulisic“.

pulisic
Si è parlato molto del rapporto tra giovani e Nazionale, soprattutto dopo la mancata qualificazione al Mondiale. Cissé ha segnato ancora con l’Italia under 21 e al Milan, in questa prima parte della stagione, sta mostrando un talento importante. Secondo te, è già arrivato il momento di vederlo in Nazionale maggiore?

“No, secondo me no. I giocatori giovani strabravi come lui hanno bisogno di tempo. Per una serie di esigenze, anche legate agli infortuni, Amorim è stato quasi obbligato a schierare Cissé in quattro delle cinque gare stagionali dal primo minuto, e questo non è in bene per un ragazzo così giovane. I ragazzi giovani non è che non vanno fatti giocare, ma vanno gestiti: ho visto già la differenza tra il primo Cissé, della prima partita, e l’ultimo Cissé dell’ultima partita. I giovani sono giovani e necessitano di tempo per sbagliare, così per esaltarsi; poi sta allo staff tecnico gestirli nel modo migliore.

Ecco perché per me la convocazione in Under 21 è stata fantastica: perché, probabilmente vedendo anche come Mancini sta gestendo i giovani, è vero che ne ha convocati tanti, ma non sta giocando nessuno, è meglio essere stati convocati lì ed aver fatto minutaggio, esperienza e gol, crescendo li. Penso che per i giovani non sia importante stare all’Inter, al Milan, alla Juve o alla Lazio e non giocare, ma essere sempre legati al club e fare esperienza in altre realtà, perché misurarsi è la cosa più utile che si possa fare nella vita, compreso nel calcio. I tifosi del Milan possono star sereni: tornerà ancora più forte“.

Le prossime quattro partite del Milan saranno tutte su Sky e ti vedranno in prima persona come inviato dei rossoneri. Che Milan ti aspetti di trovare al rientro della sosta per le Nazionali?

“Sono curioso: adesso non si gioca più di domenica in domenica, ma il Milan affronterà nuovi avversari ogni tre giorni e il calendario è molto fitto per un mese. Sono contento che le prime quattro partite di questa nuova parte di campionato saranno tutte sui nostri canali, e spero che il Milan possa avere anche un grande impatto in Europa League dopo la sconfitta con il Benfica.

Secondo me il Milan ha avuto un accoppiamento quasi di Champions, e per questo dico che da una parte è anche più entusiasmante ed eccitante, mentre dall’altra devi sempre alzare il livello di attenzione perché non c’è una partita facile. Solo così, secondo me, cresce e crescerà questa squadra. Sono molto curioso di capire quale sarà il Milan, anche se la trasformazione e il passaggio, visto nell’ultimo allenamento prima di Milan-Lecce, alla difesa a quattro, con il nuovo 4-4-2, è stata una scelta ponderata, fatta con umiltà.”

Ottobre significa aria di Derby. Come valuti la stagione che sta disputando fin qui l’Inter di Chivu? Nel derby, secondo te, sarà il Milan a dover imporre la propria partita o sarà l’Inter a costringerlo a giocare in difesa?

“L’inter per me è la squadra più forte d’Italia, perché ha la rosa più forte del campionato, è un club rodato. Hanno vinto partite nelle ultime gare, che se non fossi stato forte non le avresti mai vinte. Il Milan non è ancora quello che vuole Amorim: lui aveva preannunciato un Milan propositivo e dominante, e al momento queste caratteristiche non le ha. Adesso sembra essere quadrato con il 4-4-2, ha trovato l’equilibrio e troverà delle sicurezze. Secondo me sarà un Milan tradizionale: non so che partita sarà, però l’Inter è una squadra che fa molta paura perché ha mille frecce al proprio arco, a cominciare dal giocatore che non ti aspetti e che può fare la giocata. Mi auguro che, essendo il primo derby della stagione in casa, Amorim possa trovare la formazione e le soluzioni giuste per portare a casa il primo derby da allenatore del Milan”.

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