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ESCLUSIVA – Tommaso Turci e il suo pensiero sul Milan: dal fallimento Champions alle prossime mosse di mercato

Manca sempre meno alla ripresa del campionato e al Milan restano nove finali da giocare per concludere al meglio, per quanto sia possibile, la stagione. Tommaso Turci, giornalista e bordocampista di Dazn, ha rilasciato un’intervista esclusiva per AllMilan.it, raccontando il suo punto di vista sulla debacle rossonera e su come la società dovrebbe ripartire la prossima stagione.

Quali sono state le cause di questa stagione fallimentare?: “Le cause di questa stagione deludente sono profonde. È difficile trovare un solo responsabile ma è un concorso di colpe. Ci sono stati alti e bassi e questa squadra ha sempre dato la sensazione di essere estremamente emotiva. È sicuramente una squadra con valori, che si sono anche visti saltuariamente nel corso della stagione, però non ha mai avuto quella continuità necessaria per fare un certo tipo di campionato.

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Ha poi continuato: “Quello che si può fare è provare a chiudere alla grande questa stagione cercando di trovare una solidità soprattutto dal punto di vista difensivo. In particolare, se si guarda nella gestione Conceição, sono tante le volte in cui il Milan è andato sotto per poi ribaltare la partita nei minuti finali. Questo evidenzia i problemi dal punto di vista difensivo durante la fase di non possesso ma anche la capacità di reagire in maniera veemente, e a volte disperata, per ribaltare partite che sembrano compromesse. Ora si deve cercare di chiudere al meglio e provare a mettere le basi per capire quali saranno le certezze della prossima stagione. Tutti sono in discussione.

Quanto ha influito in questa stagione la gestione sbagliata della società?: “La colpa è un po’ di tutti. Le responsabilità le ha la società così come le ha l’allenatore e la squadra. Di certo avere dei ruoli ben definiti è importante non solo per il gruppo squadra ma anche per quello dirigenziale. Capire chi ha voce in capitolo e chi decide le cose aiuta a dare responsabilità. Sicuramente una figura che sa essere un veicolo tra lo spogliatoio e la società, quindi un direttore sportivo fatto e finito, può essere un grosso valore aggiunto per il Milan.

Paratici è la persona giusta per questo?: “Per me è una figura di grande esperienza. È un grande conoscitore non solo del nostro campionato ma di calcio. È una figura che può solo aiutare il Milan nella crescita e può portare ulteriore valore. Chiaro è che poi dovrà essere messo nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Come tutti i professionisti, bisogna dargli gli strumenti giusti per poter lavorare. Come professionista è indiscutibile.

Quali caratteristiche dovrà avere il prossimo allenatore?: “Sono sempre dell’idea che prima di prendere l’allenatore bisogna scegliere il direttore sportivo perché devono trovarsi a lavorare di squadra. Lavorando sempre a stretto contatto con la direzione sportiva, è importante che anche il tecnico venga scelto dal Ds. Sono sempre per le figure più esperte quando c’è da ricostruire. Servono dei gestori, gente che sa cosa significa prendere in mano uno spogliatoio fatto di diverse teste. Una figura navigata che sa essere il motivatore giusto, e che si sappia far rispettare dallo spogliatoio, è la scelta ideale.

Quante possibilità ha ancora il Milan per centrare il quarto posto?: “Mancano nove partite alla fine e se i rossoneri vogliono provare ad agganciare l’obiettivo Champions dovranno fare almeno 25 punti. Guardando anche la concorrenza, con meno di 70 punti è impossibile qualificarsi in Champions. Questo significherebbe che i rossoneri dovrebbero vincere otto delle ultime nove giornate e vedendo lo storico stagionale mi sembra abbastanza difficile. Anche senza Champions League, l’Europa non si può fallire visto che ti porta sempre degli introiti. Rimanere fuori dall’Europa sarebbe un disastro.”

Alla luce di questo, quanto diventa importante la conquista della Coppa Italia?: “È molto importante perché rappresenta un modo indiretto per arrivare almeno in Europa League e per portare a casa un altro trofeo. Però l’obiettivo grosso di questa stagione, che era andare in Champions League, è praticamente sfumato. Faccio fatica, anche con la vittoria della Coppa Italia, a vedere il bicchiere mezzo pieno.

Come dovrà muoversi il Milan nel prossimo mercato estivo?: “Tutte le valutazioni per le cessioni sono rimandate a quest’estate perché in questo momento tutti sono in discussione. Nei giocatori che arriveranno servirà trovare senso di appartenenza e quel sano milanismo che permette di fare le cose con uno spirito di alto livello. In mezzo al campo prenderei un giocatore già esperto e che conosce bene la nostra Serie A. Se dovessero partire i pezzi più pregiati della squadra, cercherei di capire come fare investimenti nel reparto arretrato. Il fatto che il Milan non abbia una difesa titolare fa sicuramente pensare. Reijnders e Pulisic sono i giocatori da cui sicuramente il Milan deve ripartire, ma anche Gimenez che è stato il grande investimento del mercato invernale.

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