Nel corso del consueto appuntamento con Fuoriclasse su DAZN, Cristian Brocchi è intervenuto per commentare il momento del Milan di Massimiliano Allegri, reduce dall’ennesimo risultato deludente contro una squadra neopromossa. L’ex centrocampista rossonero ha offerto un’analisi lucida e approfondita, concentrandosi soprattutto sull’evoluzione tattica e mentale della squadra rispetto alla passata stagione.
Il limite del Milan nella scorsa stagione
Secondo Brocchi, il vero problema del Milan dello scorso anno non era esclusivamente tecnico, ma soprattutto psicologico:
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«L’anno scorso il limite del Milan era che non riusciva a restare nella partita». Bastava un episodio negativo per far perdere compattezza e fiducia alla squadra, che spesso si disuniva concedendo campo e occasioni agli avversari.
Un aspetto su cui Allegri ha lavorato fin dal suo ritorno in panchina, puntando prima di tutto sulla solidità difensiva e sull’equilibrio complessivo del gruppo.
Il lavoro di Allegri: compattezza e umiltà
Brocchi ha poi sottolineato come il tecnico livornese abbia costruito una squadra più concreta e difficile da affrontare:
«Allegri ha creato una squadra solida. Può piacere o non piacere il modo in cui gioca a calcio, ma questo è un altro discorso».
L’ex rossonero ha evidenziato un concetto chiave: l’umiltà. Il Milan, in diversi momenti, lavora compatto, difende insieme e si sacrifica come farebbe una squadra di provincia, dimostrando grande applicazione e spirito di gruppo.
Quando il Milan “si sente Milan” arrivano i problemi
Il vero nodo, però, arriva proprio qui. Secondo Brocchi, il Milan alterna momenti di grande disciplina a fasi in cui perde concentrazione:

«In alcuni momenti della gara si sentono il Milan. Quando si sentono superiori all’avversario, commettono l’errore».
Un atteggiamento che spesso emerge contro squadre sulla carta inferiori e che porta a cali di intensità, errori individuali e punti persi, come dimostrano i recenti risultati contro le neopromosse.
L’ultimo step per lottare fino alla fine
Per Brocchi, la crescita del Milan passa ora da un ultimo, decisivo passo:
«L’ultimo step che servirà ad Allegri per stare lì e giocarsela fino all’ultima giornata è proprio questo aspetto mentale».
Eliminare i blackout di presunzione e mantenere lo stesso livello di attenzione per tutti i novanta minuti sarà fondamentale per trasformare la solidità ritrovata in continuità di risultati e ambizioni concrete.
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