Fabio Borini, ex calciatore rossonero, si è raccontato ai microfoni di Gianluca Di Marzio e, tra i vari temi toccati, ha parlato anche della sua rinascita in Turchia e del Milan di Stefano Pioli.
Queste le dichiarazioni dell’ex rossonero:
Sulla finale di Champions in Turchia: “ Tiferanno di sicuro l’italiana, c’è già tantissima attesa: si stanno preparando fuori dallo stadio, che poi è quello dove giochiamo anche noi in campionato, con le prime fanbase, i primi manifesti… Per un giocatore, fare una partita qui è stimolante: il campo è un po’ duro, ma bello. E per i tifosi ci sarà una grande atmosfera: ottantamila posti a disposizione, gli spalti magari non vicinissimi al campo ma sarà il contesto a essere decisivo. Permettimi solo un consiglio a chi verrà qui: prendetevi tempo, le distanze da percorrere sono sempre molto lunghe. E il traffico non si batte”.
Sul Milan e su Pioli: “Eh sì, il Milan questo stadio lo conosce bene, purtroppo. Con grande onestà devo dire che non mi aspettavo né lo scudetto l’anno scorso, né la semifinale di Champions quest’anno”, poi Borini aggiunge: “Hanno fatto un salto in avanti quasi improvviso: di solito i passaggi sono più graduali”.
Sulle cinque squadre italiane semifinaliste europee: “Penso che un piccolo merito vada assegnato anche ai tanti italiani all’estero. Il nostro campionato sembra sempre un piccolo passo indietro rispetto agli altri, ma iniziamo a essere tanti in giro per l’Europa e questo è uno stimolo: porta a investire di più, a far crescere di più i nostri giocatori. Vedere tutte queste italiane così avanti nelle varie competizioni non deve essere un traguardo, ma un punto di partenza. Una volta era la normalità”.
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Sul calcio in Turchia: “Mi aspettavo un livello più basso, ma non scarso, sia chiaro. Solo più basso. C’è altissima intensità fisica, magari sacrificando un pò la tecnica, ma questo rende le partite sempre aperte: non è mai facile vincere. Ogni anno ci sono almeno cinque squadre che lottano per vincere: Galatasaray, Fenerbahce, Besiktas, Trabzonspor, Basaksehir e, da quando è arrivato Montella, pure l’Adana. C’è da lottare per ogni partita, ve lo assicuro…”.
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