Il calcio italiano si prepara a un passaggio fondamentale.
Il prossimo 22 giugno verrà eletto il nuovo presidente della FIGC, una scelta importante per il futuro del sistema calcistico nazionale.
Dopo anni complicati, segnati anche dalla mancata qualificazione dell’Italia agli ultimi Mondiali, il clima è già molto acceso.
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Un’elezione delicata per il futuro
La corsa alla presidenza della FIGC arriva in un momento particolarmente fragile.
Il movimento calcistico italiano è alla ricerca di stabilità e nuove idee per ripartire.
Per questo motivo, la scelta del nuovo presidente sarà decisiva.
In questo contesto, anche la Serie A avrà un peso rilevante.
Il voto della Lega, infatti, inciderà per il 18% sul totale, grazie ai 20 delegati chiamati a esprimere la propria preferenza.
Un blocco importante, che potrebbe indirizzare l’esito finale.
Marotta si muove per Malagò
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, i primi movimenti politici sono già iniziati.
In prima linea ci sarebbe Giuseppe Marotta, presidente dell’Inter, che avrebbe iniziato a raccogliere consensi per la candidatura di Giovanni Malagò.
Malagò, attuale presidente del CONI, viene visto come uno dei favoriti per la corsa alla FIGC.
La sua esperienza e il suo peso istituzionale lo rendono un profilo forte, capace di attirare diversi consensi.
La risposta del Milan: Galliani
La mossa di Marotta, però, non è passata inosservata.
Alcuni club di Serie A, tra cui Milan, Juventus e Parma, non avrebbero gradito questa accelerazione sul nome di Malagò.
In particolare il Milan si sarebbe mosso in prima persona.
Il club rossonero, infatti, avrebbe chiesto ad Adriano Galliani di valutare una candidatura.
Una figura storica del calcio italiano, con grande esperienza dirigenziale e conoscenza delle dinamiche federali.
La scelta non sarebbe tanto contro Malagò, quanto contro l’influenza politica esercitata da Marotta all’interno della Lega.
Una sfida tutta politica
Quella per la presidenza FIGC si sta trasformando in una vera e propria partita a scacchi.
Da una parte c’è chi punta su continuità e peso istituzionale, dall’altra chi vorrebbe un profilo più legato al mondo dei club.
Le prossime settimane saranno decisive per capire come evolverà la situazione.
L’assemblea di Serie A rappresenterà un primo momento di confronto, anche se ufficialmente si dovrebbe parlare più di programmi che di nomi.
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