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Galliani svela: “Io amo Ibra, ma lui non mi parlò per due anni”

Ibrahimovic

Adriano Galliani ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport nel corso della quale ha raccontato le sue sensazioni in vista della sfida di questa sera. In particolare, l’ex dirigente del Milan, ha raccontato alcuni aneddoti legati al passato di Ibrahimovic a Milano e ha parlato del suo nuovo ruolo nel club rossonero. Queste le sue parole su Ibra:

“Non parlo del nuovo ruolo di Zlatan, non entro nelle dinamiche che non mi appartengono e non voglio parlare dell’Ibra calciatore perché tutti conoscono la sua incredibile carriera. Voglio parlare dell’uomo: un uomo che più generoso non si può. Onesto, leale, sempre disponibile. Un esempio? Se gli chiedo di registrare un video di saluto per qualche tifoso in difficoltà che mi esprime questo desiderio, dopo meno di un minuto l’ho ricevuto. Zlatan è una bella persona, penso alla sua umanità: non è passato un giorno senza che facesse visita a Raiola in ospedale”.

La vostra storia comincia il 29 agosto 2010, cosa è successo da allora?  “In realtà sarebbe potuto accadere molto prima. Braida stava trattando gli ultimi dettagli contrattuali. Intervenne Calciopoli. Milan prima retrocesso e poi riammesso in A con 30 punti di penalizzazione. Per le stesse condizioni Ibra stava lasciando la Juventus e l’Inter ci sorpassò. Poi si trasferì al Barcellona per 70 milioni. Il merito fu di Raiola che sapeva tutto. Io mi piazzai a casa di Ibra e con moglie e figli salimmo sull’aereo di Berlusconi direzione Milano“.

Fu l’inizio di un nuovo ciclo? “Insieme abbiamo vissuto due anni meravigliosi con un altro scudetto. Nell’estate del 2012 Ibra voleva restare al Milan e io lo confortai. Gli dissi che sarebbe rimasto, brindammo a casa mia con una bottiglia di Dom Perignon. C’era anche Mino che come al solito aveva già capito tutto: “Tra due mesi ti vende”. Successe solo perché le circostanze non permisero altro. Non mi parlo per due anni, rapporti totalmente interrotti. Pensava lo avessi tradito e non lo accettava. Voleva rimanere al Milan e fu il mio secondo grande rimpianto“.

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Sul rapporto tra Ibra, Galliani e Berlusconi

Come avete ricucito? “Per il motivo che dicevo prima: Ibra è un uomo leale, trasparente anche quando si incazza. Il suo amore per il Milan era troppo grande. Oggi ci sentiamo e non ha smesso di chiamarmi “capo”. Prima della partita staremo insieme io, lui e il presidente Scaroni: cena con risotto e ossobuco”:

Oggi avversari? “Questa è la partita di Berlusconi e lui gli era molto vicino”.

Vera la corte a Ibra per portarlo a Monza? “Verissima, come giocatore o qualsiasi altra cosa, il suo amore per il Milan è stato più forte”.

Un messaggio pubblico per lui? “Io lo amo, io amo Zlatan Ibrahimovic, punto“.

Su Monza-Milan? “Tifavo Monza da bambino, con il Milan è stato un legame Karmico. Ripeto, oggi è la partita di Silvio Berlusconi, non c’è giorno in cui non lo penso. Se devo prendere una decisione penso a cosa avrebbe fatto, è il mio maestro di vita. Ha amato il Monza e il Milan, a volte mi chiedeva “come siamo andati?” e non capivo a quale squadra si riferisse“.

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