Nella storia di ogni calciatore conosciamo solo una fetta di ciò che ha composto la sua carriera, ed è così anche per Gattuso.
Leggenda e bandiera rossonera, giocatore che ha vinto la Champions del 2003 contro la Juventus ai calci di rigore. Due anni dopo ha perso quella del 2005 contro il Liverpool che gli aveva fatto immaginare di lasciare il Milan, ma Galliani ha intelligentemente deciso di rinchiuderlo dentro la stanza delle Champions, facendogli cambiare idea.
Due anni dopo questa situazione ha fatto si che il centrocampista dalla grinta agonistica unica nel suo genere alza sopra il cielo di Atene la sua seconda Champions.
Gattuso non è stato uno di quei giocatori che ti ricordi per le sue qualità tecniche, ma per la quantità di lavoro sporco che faceva per far brillare gli altri compagni. Unico nel suo genere e mentalità, ma in molti non conoscono un dettaglio che lo lega ad un ex rivale della stracittadina.
Ex rivale, ma anche ex compagno di squadra al Perugia, squadra che lo ha visto crescere e lanciare tra i grandi, prima di volare in Scozia e giocare con i Rangers di Glasgow.
Esperienza che lo ha portato a calcare per la prima volta i campi fuori dal suolo italiano che poco dopo avrebbe ritrovato con la maglia granata della Salernitana, prima di inizia l’esperienza più redditizia della sua carriera con la casacca del Milan.
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L’ex compagno in questione ha preso parte all’impresa del 2006, incidendo anche nella finale dei mondiali. Prima incornando il pallone e successivamente venendo incornato a sua volta da un certo Zinedine Zidane.
Marco Materazzi ha condiviso proprio con Gattuso la sua prima esperienza al Perugia come fratello maggiore. Portandolo agli allenamenti in macchina, dato che Gattuso era ancora minorenne ai tempi e aiutandolo con qualche paghetta come una figura fraterna.
Gattuso è tornato a parlare di questa sua relazione inedita con l’ex capitano nerazzurro al Festival dello Sport organizzato da La Gazzetta dello Sport:
“Parliamo di una bellissima storia di amicizia, l’ho sempre detto. Lui è più grande di me, ho lasciato casa a 12 anni, sono stato a Perugia in un collegio, senza genitori.”
“Sono stati anni bellissimi e con lui ho condiviso tanto, mi ha aiutato. Non avevo un euro, oltre all’aspetto economico mi ha aiutato per la mia crescita”.
“C’è stato davvero un rapporto incredibile, poi si sa che la vita ti porta lontano e in alcune situazioni che non avresti mai immaginato..”.
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