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Il rammarico di Giampaolo sulla sua avventura al Milan: “È finita presto”

Con i se e con i ma non si va da nessuna parte

, soprattutto nel mondo del calcio. Chissà però come sarebbe andata l’esperienza di Marco Giampaolo al Milan se il 57enne avesse avuto più tempo per esprimere le sue idee. Proprio l’attuale tecnico del Lecce è tornato a parlare della sua breve avventura in rossonero ai microfoni de La Stampa.

Giampaolo arriva nella stagione 2019-2020 con grandi aspettative dopo la buona esperienze alla Sampdoria. In rossonero però fatica a imporre il suo gioco basato sul possesso palla e sulla costruzione dal basso e dopo sole sette partite di Serie A scatta l’esonero. L’8 ottobre 2019, infatti, dopo la vittoria contro il Genoa, il club decide di concludere precocemente l’avventura con l’ex allenatore della Doria.

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Giampaolo

Giampaolo torna a commentare la sua esperienza in rossonero

“Quella al Milan è stata un’occasione pazzesca. A Milano sono stato pochissimo, troppo poco. È finita presto, troppo presto. Ritenevo di essermelo meritato dopo tre anni buoni alla Samp e uno all’Empoli. Facciamo che non si sono allineati quegli astri.Esonero solo colpa mia? Credo che le responsabilità siano sempre di tutti ma sono stato esonerato dopo una vittoria. Forse c’erano pareri e visioni diverse… mah. Ero appena all’inizio, peccato”. 

Quella chiamata della Juventus

“Mi chiamarono i dirigenti Secco, Castagnini e il responsabile Blanc. Mi ricordo che andai a Torino, a cena proprio a casa di Blanc, poi ripartii per tornare a casa, di notte, a Giulianova. Durante il viaggio mi richiamarono per dirmi che al novantanove percento sarei stato l’allenatore dei bianconeri e che serviva soltanto che ratificassi il consiglio di amministrazione o una roba del genere. Andavo a tremila, ma con la testa non in senso di velocità. Capirai, avevo quarant’anni. Chi ci pensava alla Juventus? In cent’anni quanti si siedono su quella panchina? Purtroppo, dopo un paio di giorni, mi dissero che c’erano cose più grandi, che non decidevano solamente loro e presero Ferrara”.

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