Tra gli ospiti più importanti che sono saliti sul palco del Festival dello Sport a Trento, figura Mario Gila. Il difensore spagnolo si sta rivelando come uno degli elementi più importanti per il Milan “amoriniano”. Il classe 2000 ha raccontato l’impatto avuto con il mondo rossonero, ma non sono mancati aneddoti interessanti di calciomercato. Queste le parole di Gila:
“Ringrazio tutti per queste parole. Sono molto contento di essere in questa società. Abbiamo fatto un mercato importante a livello economico, abbiamo portato pezzi importanti per il progetto. Io cerco di aiutare la squadra in tutti i momenti e dare ciò che sono in campo. È un buon inizio portare questi giocatori per far tornare il Milan in alto, non al massimo per come è stato nella sua storia, ma per iniziare a crescere e dare soddisfazione ai tifosi”.
Il Milan non era l’unico club è interessato a te. Perché lo hai scelto?
“C’erano diverse squadre. Ho scelto il Milan perché è una squadra che quando ti chiama, che ha una storia così importante, è difficile dire di no. Magari altri club sono in un momento più soddisfacente. Ma aiutare il Milan a tornare a vincere è un qualcosa che altrove non puoi trovare. Se mi aveva cercato l’Inter? Sì”.
Che stimoli può dare oggi giocare per il Milan?
“Sappiamo che negli ultimi anni il Milan non è stato al livello dell’Inter o del Napoli. Ma giocare per una squadra così e cercare di farla vincere sarebbe una soddisfazione molto più bella che giocare in una squadra che già adesso sta vincendo”.
Su Amorim:
“Amorim è un allenatore che trasmette grinta. È aggressivo sulla pressione. È un allenatore moderno, adatto al calcio europeo. Siamo all’inizio del progetto. C’è bisogno di tempo, ma i risultati verranno”.
Su livello del Milan:
“Per me il livello attuale è dove siamo, in Europa League. L’anno scorso non siamo riusciti ad arrivare in Champions, anche se c’eravamo per tutto l’anno. Per un fattore o per un altro non ci sei entrato. E alla fine l’Europa League è il livello, per fattori esterni o meno. Ora dobbiamo lavorare. Il principale obiettivo è entrare in Champions e vincere per lo Scudetto. Siamo il Milan e dobbiamo pensare con ambizione. L’anno scorso abbiamo fatto una bellissima stagione, ma non siamo arrivati in Champions. Siamo quindi una squadra da Europa League, ma con ambizioni per la Champions e per lo Scudetto”.
Su cosa chiede Amorim in partita:
“È un allenatore che in generale ti chiede cose complete. Non sei così tattico, magari sei un po’ più irruento, ma gli piace uscire con la palla da dietro. Bisogna essere forti in entrambe le fasi nel calcio di oggi. È un allenatore tosto, ma ha la tranquillità di sapere che siamo all’inizio di un progetto. Ha intenzioni e idee giustissime. Siamo contenti di averlo in squadra”.
Un bilancio su questa prima parte di stagione del Milan:
“Abbiamo iniziato molto bene, poi sono arrivate partite più difficili. Abbiamo pareggiato con Juve e Lazio: non sono stadi facili. I risultati non sono così negativi, ma il Milan ti chiede di vincere tutto e sempre. Alla fine senti la pressione. L’ambiente lo sente che l’energia non è così positiva se non vinci una partita. Sono fattori che si spiegano perché siamo all’inizio di un nuovo progetto. C’è intenzione di giocare un bel calcio moderno, i risultati ci sono. Abbiamo perso col Benfica, sì. Poi però abbiamo fatto una bellissima partita col Lecce. I risultati arriveranno”.
Ti ritieni così determinante per l’equilibrio difensivo del Milan?
“Non sono così determinante, cerco di aiutare. Leggo tutti questi commenti, poi con la Lazio prendiamo due gol sulla mia parte. Non sono così determinante. Magari faccio belle partite, posso aiutare tante la squadra, ma non penso che ci sia un giocatore così determinante, solo se parli di Pallone d’Oro. Ci sono varie situazioni. Non sono così determinante. Nelle prime partite non ci sono riuscito al massimo: venivo da un infortunio e non riuscivo a finire le partite. Nelle ultime ho smesso di darmi queste opportunità di uscire o no. Ora posso stare dentro e aiutare la squadra”.
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