Ormai a Casa Milan lo stato di crisi è fatto conclamato da settimane. La sconfitta nel derby di ieri sera si spera sia il punto di non ritorno. Pioli e i suoi uomini stanno cadendo giù in picchiata rischiando di vanificare quanto di buono e importante fatto nelle ultime due stagioni. Soprattutto quella passata conclusasi con la vittoria dello scudetto.
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Questa mattina, sulle colonne de La Repubblica, Paolo Condò si è soffermato sul momento complicato del Milan. Una squadra involuta nel gioco, nelle idee, nell’anima, rischia di rendere possibile il palesarsi di una stagione fallimentare. Condò critica la perdita di indentità:
“Al di là dell’abiura di tutte le belle idee di gioco e atteggiamento che hanno portato al Milan l’ultimo scudetto, e in generale tre stagioni di crescita a petto in fuori, il calcolo che spinge Pioli a rinunciare all’intero primo tempo — e a una ripresa comunque gracile — gli costa anche il rendimento dei pilastri superstiti (Tonali, Theo, Giroud e il Leao trattenuto) e, se stasera la Lazio non perderà a Verona, l’uscita dal quartetto Champions”.
E poi aggiunge: “La china è pericolosa perché ieri il migliore è stato Tatarusanu, eppure; perché De Ketelaere non ha nemmeno visto il campo, eppure; perché la difesa a 5 è l’espediente più antitetico rispetto al dna del Milan, eppure”.
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