I tifosi del Milan avevano accarezzato il sogno di un altro successo sudato a Roma, ma questa speranza si è infranta contro il settimo rigore a sfavore stagionale, segnato da Pellgrini. Ad analizzare il match ci ha pensato Paolo Condò per il Corriere della Sera. Il giornalista non ha risparmiato qualche velata critica al gioco rossonero.
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Sulla lotta scudetto e sul match di ieri dice: “Adesso c’è luce fra l’Inter e le altre. Cinque punti per scendere fino al Milan, unico realisticamente autorizzato a mantenere qualche ambizione top, altri 4 per calarsi a meno 9 al livello di Roma e Napoli (e poi la Juve), dove è iniziato il rodeo per i posti Champions. Il Milan ha coltivato per 12 minuti il sogno di un nuovo colpo da soliti noti, come gli riuscì proprio a Como dieci giorni fa, perché dopo la prova di sopravvivenza alla Roma straripante del primo tempo, aveva trovato il gol del vantaggio”.
Condò continua: “Ma vincere sarebbe stato sinceramente troppo, perché alla capacità della difesa di far tirare sempre male gli avversari. Non è fortuna, non è solo Maignan, a parte una volta Malen ogni conclusione viene scoccata con l’uomo addosso. Però non ha fatto seguito l’efficacia offensiva di Como. La verità è che il Milan è lassù, con la targa dell’Inter ancora in vista, malgrado Leao e Pulisic siano sempre mezzi rotti, e/o lunatici. Il dato forte di questa 22ª giornata è comunque l’uscita del Napoli dal discorso scudetto”.
Poi sulla lotta Champions: “È chiaro che a questo punto la contesa per i posti in Champions assuma un’importanza centrale. Se diamo per acquisito quello dell’Inter, e probabile quello del Milan, i due che rimangono hanno una nuova candidata nel Como, distante ormai tre soli punti dal quarto posto. E per quelli che continuano a ritenere Fabregas soltanto un piacione, secondo attacco e seconda difesa dovrebbero essere credenziali sufficienti”.
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