Colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Olivier Giroud non è una missione molto semplice. Nemmeno se ti chiami Alvaro Morata e sei il capitano della nazionale spagnola. Lo spagnolo si è reso protagonista di un avvio di stagione un po’ altalenante, contraddistinto da qualche gol importante, come quello con il Real Madrid, ad altri errori significativi come la traversa contro il Genoa. Considerando anche qualche problema fisico di troppo per Alvaro, molti tifosi si aspettavano un impatto maggiore da parte sua, dato che era stato presentato come il grande colpo di questa campagna estiva.
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Tuttavia anche l’esperienza di Olivier al Milan non era iniziata in maniera esaltante. In realtà le analogie con l’avvio di Morata sono diverse. Anche Giroud ebbe diversi problemi fisici nei primi sei mesi della sua prima stagione in rossonero. Saltò addirittura 8 delle prime 17 gare di campionato per infortunio, tanto che nella prima fase dell’anno dello scudetto fu un allora 40enne Zlatan Ibrahimovic a reggere ancora l’attacco con 9 gol nella prima fase del campionato. Il contributo di Giroud fu determinante nella volata scudetto, quando mise a segno reti decisive come quelle nel derby, o contro la Lazio o contro il Sassuolo all’ultima giornata.

In campionato le cifre dello spagnolo non sono troppo negative: 12 presenze con quattro gol, tutti su azione. L’avvio di Giroud fu simile, dato che nelle prime 14 partite totalizzò cinque reti, di cui due su rigore. Poi con il passare dei mesi Oliver è diventato un’icona recente del Milan. Si è rivelato decisivo per lo scudetto e ha aumentato il proprio record di reti con il Milan di anno in anno. La speranza è che anche Morata, dopo un avvio non semplicissimo, possa replicare il cammino dell’ex numero 9 rossonero
