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Giroud, non smettere mai di girarti: cronaca di un addio annunciato

Giroud vs Psg PhotoCredit: AcMilan.com

“Allora quindi è vero, è vero che ti sposerai, ti faccio tanti, tanti cari auguri e se non vengo capirai. E se la scelta è questa, è giusta lo sai solo tu, è lui l’uomo perfetto che volevi e che non vuoi cambiare più”. Prima che le domande vi assalgano, scommetto che l’avete canticchiata come me. La canzone penso la conosciate tutti, un vero e proprio classico degli Zero Assoluto, uno di quelli nostalgici e malinconici, perfetto per l’addio di Giroud. Perché Giroud è stato l’uomo perfetto che i tifosi non avrebbero voluto cambiare mai. L’età, però, non mente a sé stessa, tantomeno agli altri. Il divorzio è inevitabile e il matrimonio programmato a Los Angeles è stato confermato ieri dallo stesso Olivier.

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La notizia, diventata ufficiale meno di 24 ore fa, era nell’aria da settimane. Un’attesa lunga e dominata dalla certezza di quello che sarebbe uscito dalla bocca del numero 9: è stato bello finché è durato. Riavvolgendo il nastro delle emozioni, le immagini di Giroud che colora i cuori dei tifosi rossoneri sono vivide. Difficilmente, tornando indietro negli anni, un giocatore è stato capace di avere un impatto così forte in soli tre anni. Anzi, ne era bastato uno, perché quel 22 maggio lo ricordiamo tutti. Così come ricordiamo il 5 febbraio e la doppietta più iconica degli ultimi 15 anni di Milan. Forse, a memoria, l’unico altro ad avere lasciato un’impronta tanto forte in così poco tempo è stato Van Bommel nell’anno del 18esimo Scudetto. Una stagione e mezza, poi le lacrime contro il Novara nel giorno degli addii di Nesta, Inzaghi, Seedorf e Gattuso.

Giroud si è fatto amare in campo e fuori, per le sue qualità da calciatore e per quelle ben più importanti da uomo. Un esempio di professionalità, in tutto. Il sorriso, gli occhi pieni di bontà. Rimanendo in tema musicale, tra qualche mese, forse decade, sarà facile cantare, chiedendo scusa a Cesare Cremonini per la licenza poetica, “Da quando Giroud non si gira più, non è più domenica”. E che domenica sarà, quella della partita contro la Salernitana. Forse sabato, ancora non si sa. 365 giorni fa si piangeva per Ibrahimovic. Tra due settimane le lacrime bagneranno il terreno e gli spalti di San Siro per un’icona contemporanea del milanismo.

Siamo abituati ai saluti e ai pianti emozionali, quelli sinceri, che partono dal profondo di ogni tifoso. Anche se ci sono state separazioni più dure, calciatori che hanno vestito il rossonero per più tempo, quella da Olivier colpisce per l’amore vero e puro proveniente da entrambi i lati. Non importa se si tratta della cronaca di un addio annunciato, l’emozione non cambia, il magone neanche. Non smettere mai di girarti, Olivier.

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