Una delle poche certezze di questo Milan, come d’altronde nelle ultime tre stagioni, è Olivier Giroud. C’è sempre, nel bene e nel male. Spesso, è l’ultimo a mollare e il primo a sacrificarsi. Il suo peso non può essere misurato solo con i gol, sempre decisivi, ma con l’apporto alla squadra e alla leadership messa in campo. Pioli non può farne a meno. A 37 anni, alla terza stagione in rossonero, il numero 9 continua a essere l’unica opzione davanti, il solo terminale offensivo in grado di cambiare le sorti negli ultimi 16 metri.
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La rete decisiva con il PSG è solo l’ultima di una lunga serie che parte due anni fa con i gol Scudetto di Napoli e la doppietta storica all’Inter in rimonta. L’espulsione per proteste subita a Lecce prima della sosta lo terrà lontano dal rettangolo verde per due turni. Un’assenza pesante che il Diavolo dovrà essere bravo a mascherare.

In estate, probabilmente già a gennaio, arriverà un’altra punta in grado di rappresentarne una valida alternativa o una spalla da affiancargli. In ogni caso, l’obiettivo delle due parti, società e calciatore, è quello di proseguire insieme per un altro anno.
Secondo quanto scrive Tuttosport si sarebbero già incontrati per discutere il rinnovo fino al 2025. Trovare un’intesa non dovrebbe essere un’impresa ardua. Giroud potrebbe vestire un duplice ruolo. Quello del goleador e quello del mentore. Un campione da affiancare ai giovani, indipendentemente dal fatto che possa essere Jonathan David o lo stesso Camarda.
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