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Ibrahimovic e Newcastle in tre giorni: il futuro del Milan passa da qui

Giroud vs Psg PhotoCredit: AcMilan.com

Ibrahimovic atto III. Non è un’opera teatrale, anche se potrebbe diventarlo in futuro. Non è un film candidato all’Oscar, ma non è da escludere che tra qualche anno non lo diventi. È la realtà, perché Zlatan Ibrahimovic è finalmente tornato in rossonero. Se ne parlava da settimane e mesi. Ieri pomeriggio, dopo una lunga attesa, è arrivata l’ufficialità. Non come tanti pensavano, però. Sì, perché Ibra sarà legato principalmente alla proprietà e lavorerà a stretto contatto con RedBird.

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Non è un caso se il comunicato ufficiale sia arrivato dai canali ufficiali della proprietà e non del Milan. L’ex campione svedese, per quanto non siano chiarissime le mansioni di cui si andrà a occupare, svolgerà le funzioni di senior advisor di RedBird, un partner operativo che lavorerà a stretto contatto con Gerry Cardinale, occupandosi delle attività sportive, commerciali e dello sviluppo dei giocatori. Ibrahimovic, insomma, avrà più ruoli. Quello che sembra chiaro è che la sua influenza sul club e sulla squadra sarà importante.

La scelta di ufficializzare il terzo avvento nella settimana potenzialmente più complessa e difficile della stagione ha un significato particolare. Un modo per alzare la soglia dell’attenzione, caricando e motivando il gruppo? Oppure un avvertimento in caso di tracollo europeo domani sera?

Ecco, domani sera. A Newcastle il Diavolo si gioca tanto. Non si tratta del passaggio agli ottavi di finale di Champions League, pur ancora possibile. C’è di più, molto di più. Bisogna rispondere sul campo, con una prestazione e un risultato. A prescindere da quello che accadrà a Dortmund. I tre punti assicurerebbero l’Europa League. Non era nei piani rossoneri, ma rappresenta una potenziale ancora di salvezza nel caso in cui anche in campionato si sfiorasse il naufragio.

La seconda competizione europea per club ha prestigio, è un trofeo che dalle parti di Milanello non si è mai visto, e, soprattutto, garantisce l’accesso alla prossima Champions League. Senza tenere conto degli introiti economici. I premi sono imparagonabili rispetto a quelli della Champions, ma il botteghino darebbe una grande mano.

Ok, ma se arrivasse una brutta sconfitta? Inevitabile pensare a scelte drastiche. A quel punto, come si vocifera da qualche giorno, la posizione di Pioli non sarebbe più così salda. A stagione in corso è difficile trovare la soluzione migliore. Gli allenatori principali sono già accasati e quelli liberi sono restii ad accettare una squadra non preparata e allestita da loro, vedasi Antonio Conte. L’ipotesi più ovvia e concreta porta a pensare che Abate sia il favorito numero. Questa, però, è pura fantasia. Per il bene di tutti, che il Milan batta il Newcastle e poi si vedrà.

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