Nel corso della notte, poco prima del fischio d’inizio della sfida tra Brasile e Marocco valida per la prima giornata del Girone B del Mondiale, il Senior Advisor di RedBird,Zlatan Ibrahimovic, ha condiviso alcune riflessioni sul ruolo dell’allenatore nel calcio moderno ai microfoni di Fox Sports.
Considerazioni che, inevitabilmente, assumono un significato particolare anche alla luce delle scelte che il Milan dovrà compiere nelle prossime settimane per individuare la guida tecnica del nuovo progetto.
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L’esempio di Carlo Ancelotti
Nel suo intervento, il dirigente ha raccontato la propria esperienza diretta con Carlo Ancelotti, evidenziando soprattutto le qualità umane e gestionali dell’attuale commissario tecnico del Brasile.
“Conosco personalmente Carlo Ancelotti, è un essere umano fantastico”.
Secondo il Senior Advisor di RedBird, esiste una differenza sostanziale tra un semplice allenatore e un vero manager.
“Io l’ho avuto come manager, come gestore, non come allenatore: la differenza tra un gestore e un allenatore è che un allenatore dice ai calciatori dove andare, come farlo e dove giocare, mentre un manager gestisce i calciatori”.
Il retroscena ai tempi del PSG
Per spiegare meglio il concetto, è stato raccontato anche un aneddoto risalente all’esperienza condivisa con Ancelotti al Paris Saint Germain.
“Gli chiesi come facesse a comunicare così bene con i calciatori e mi disse che, qualora avessimo avuto due terzini destri, sarebbe andato prima da uno dicendogli che era il migliore terzino destro della rosa, poi dall’altro dicendogli la stessa cosa”.

Una strategia pensata per valorizzare ogni elemento del gruppo e mantenere alta la fiducia dei giocatori.
“Li avrebbe alternati ogni settimana: questo è ciò che un gestore è in grado di fare”.
Un messaggio che riguarda anche il Milan
Parole che arrivano in un momento particolarmente delicato per il Milan, ancora impegnato nella ricerca del nuovo allenatore e della futura struttura dirigenziale.
L’identikit tracciato dal Senior Advisor di RedBird sembra evidenziare quanto, nel calcio di oggi, la capacità di guidare e gestire uno spogliatoio possa essere importante tanto quanto le competenze tattiche. Un aspetto che potrebbe incidere anche nelle prossime decisioni del club rossonero.
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