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Ibrahimovic a sorpresa: “Ho subito tre operazioni, non una”

A 41 anni e 5 mesi è arrivata l’ennesima chiamata con la Svezia per l’eterno Zlatan Ibrahimovic. Il numero 11 rossonero, tornato in campo nelle ultime settimane dopo il lungo infortunio che l’ha tenuto fuori per dieci mesi, è stato convocato dal c.t. Andersson per le partite di qualificazione a Euro 2024 contro Belgio ed Azerbaigian.

Lo stesso Ibra, intervenuto oggi in conferenza stampa dal ritiro svedese, ha parlato del suo ritorno in nazionale, dell’infortunio e anche del suo futuro. Queste le parole riportate da Sportbaldet:

Sono stato in contatto con il c.t. per tutto il tempo, sia durante l’infortunio che durante la riabilitazione. Janne mi ha chiamato diverse volte e mi ha chiesto com’era la situazione, io ho risposto a tutte le sue domande. Se mi sento bene, giocherò e se mi sento bene, ci sarò“. 

Sul rientro dall’infortunio: “Il problema era che il feedback non era positivo. Non vedevo la luce che mi desse energia, che mi desse risposte che ciò che sto facendo è buono. Ma poi è successo qualcosa e sono uscito da una stanza buia e tutto è diventato luminoso e positivo. È stato difficile, ma ho avuto molta pazienza. La verità è che ho subito tre operazioni, non una. Poi non ho avuto il feedback che volevo ed è diventato tutto più difficile. Ma sono stato paziente, ho ascoltato i medici. Ho messo il mio destino nelle loro mani e l’ho seguito“. 

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Sul mancato inserimento nella lista Champions: “Non mi sentivo bene quando hanno fatto la lista, quindi non è niente di strano. Dieci giorni dopo sono rinato“. 

Sul figlio Maximillian che gioca anche lui nel Milan: “La partitella a Milanello è stato un momento speciale e divertente. Quanti riescono a giocare con il proprio figlio ai massimi livelli? Lui gioca a calcio ed è felice. Ha avuto l’opportunità di giocare con me e il resto della prima squadra. Ha detto che voleva farmi del male così ho detto all’allenatore di metterci nella stessa squadra (sorride, ndr)“.

Sulle sue motivazioni: “Ieri ho detto ai miei compagni di nazionale che probabilmente si stanno chiedendo cosa ci faccio ancora qui. Penseranno che io sia stupido ad essere ancora qui a 41 anni per giocare in Nazionale. Ma poi ho detto loro di aspettare di essere vicino alla fine della loro carriera e allora capiranno perchè sono ancora qui. Non vuoi fermarti, vuoi continuare. Sono qua per fare la differenza. Se non fosse così, non sarei qui. E non voglio parlare della mia età. Ho ancora tanto da fare e voglio far vedere a tutti coloro che mi hanno dato per finito, che si sono sbagliati

Sul possibile ritiro: “Quando tutti dicono che basta, non funziona. È allora che mi viene una scarica di adrenalina. Io voglio solo andare avanti. Dopo aver vinto lo scudetto con il Milan avrei potuto smettere, ma sarebbe stato troppo facile. Non era una conclusione che faceva per me. Io voglio andare avanti, voglio sfidare me stesso. Io non mollo. Le sfide mi danno adrenalina. Anche voi giornalisti, fin da quando ero giovane, avete scritto e detto di me che ero troppo diverso, casinista, egocentrico. Di tutto. Mi avete aiutato e lo state ancora facendo. Ho sempre questa voglia dentro me di far vedere a chi dubita che si sbaglia”.

Sul futuro: “Ho tante offerte. Ma non ci voglio ancora pensare perché per ora mi vedo soltanto come un giocatore. Tutti mi chiedono come sto, ma dovreste chiedere ai ragazzi di 20 anni cosa pensano, visto che io sto ancora a giocare con loro”.

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