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Il 29 settembre non può essere una data come le altre in casa Milan

Il 29 settembre non può essere una data come le altre in casa Milan. Nel calendario rossonero, infatti, questo giorno è legato a due figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia del Diavolo, una dietro la scrivania e l’altra sul campo. Il 29 settembre di novant’anni fa nasceva Silvio Berlusconi, presidente del Milan dal 1986 al 2017. Trent’anni di successi irripetibili e di trionfi memorabili, in Italia e soprattutto in Europa.

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Sotto la sua presidenza, il Milan è diventato una delle squadre più forti di sempre, conquistando cinque Champions League tra la fine degli anni Ottanta e il 2007 e segnando un’epoca del calcio mondiale. Un’epoca alla quale ha contribuito in modo decisivo anche Andriy Shevchenko, che proprio oggi compie quarant’anni. L’attaccante ucraino ha scritto pagine indelebili della storia rossonera, diventando uno dei simboli di quel Milan e lasciando un’eredità che ancora oggi appartiene alla memoria dei tifosi.

E se c’è un’immagine destinata a rimanere per sempre nel firmamento rossonero, è quella di Shevchenko prima di calciare il rigore nella finale di Champions League contro la Juventus, nel 2003. Uno sguardo, pochi secondi, prima del tiro che consegnò al Milan la sua sesta Coppa dei Campioni. Berlusconi e Shevchenko, due figure diverse per ruolo e percorso, ma unite dalla stessa storia. Tra campo e scrivania, entrambi hanno contribuito a costruire la leggenda del Milan.

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