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“Il calcio ha bisogno di una cosa!” Così ne parla il dirigente!

Con l’andare avanti del calcio allenatori ed ogni componente di questo gioco va alla ricerca del proprio miglioramento.

Dai dirigenti di ogni società che cerca nuovi metodi per trovare giocatori da scovare e far esplodere con i propri talent scout. Alle società che rendono il calcio il gioco che non potrebbe esistere senza le proprie figure. Una di queste è proprio l’Associazione Italia Arbitri, che con l’andare avanti del calcio ha inserito un aiuto agli arbitri quando sono indecisi sulla scelta da fare in campo.

L’invenzione del VAR ha portato a delle novità che fino a pochi anni fa, nessuno si sarebbe mai immaginato. Il primo vero e proprio episodio di “home field review” è stata in finale dei Mondiali nel 2006. Dove arbitro ed i suoi assistenti hanno parlato di cosa fare rispetto ad un episodio inizialmente non notato da nessuno dei due. Dopo aver notato la testa di Zidane, il capitano della nazionale francese è stato espulso a molti minuti di distanza dall’accaduto.

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L’invenzione del VAR ha dato la possibilità di rivedere delle scelte che magari inizialmente potevano sembrare corrette e correggerle in un secondo momento. Rendendo le scelte dell’arbitro sempre più corrette sopratutto su fuorigiochi e falli che fino a poco tempo fa, potevano non esser notati.

Il problema negli anni successivi si è posto quando gli assistenti al VAR e le regole hanno cambiato troppo il modo di arbitrare. Rendendo il mestiere dell’arbitro, molto più complesso di quello che già è di base.

Ne ha parlato per bene all’ANSA il vice presidente dell’AIA, Francesco Massini, in merito agli articoli di stampa sul professionismo degli arbitri:

“Lavorare insieme a Figc e Leghe per una simile riforma non solo è possibile, ma è stato a suo tempo indicato come addirittura auspicabile. Per costruire una riforma condivisa e sostenibile anche sotto il profilo economico”.

“Mai contrari al professionismo arbitrale, ma con l’Aia”.

“Il calcio italiano, peraltro, ha sicuramente bisogno di arbitri sempre più preparati e pronti alle necessità di un mondo che richiede sempre maggiore professionalità. Ma ciò non è raggiungibile solo con semplici trasformazioni”.

“Ancorché ormai ineludibili, dello status giuridico arbitrale professionistico per gli arbitri di Serie A. Mettendo anche a disposizione nelle serie minori le migliori risorse tecniche e dirigenziali disponibili”.

“Questo comitato nazionale, infatti crede fermamente che arbitri di qualità in Serie A saranno possibili anche in prospettiva. Solo in quanto il calcio saprà ancora investire nella formazione arbitrale dei giovani in Serie C e in Serie D e, più in generale, nelle serie minori”.

“Proprio in questa direzione si inseriva il progetto tecnico avviato dal Presidente Zappi insieme al Comitato Nazionale, un percorso che meriterebbe di essere proseguito e valorizzato per il suo reale significato e la sua qualità”.

“L’obiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalità, capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici”

Il presidente Antonio Zappi ed il Comitato Nazionale, ricorda la nota dell’Aia, già dal settembre scorso avevano affermato la propria apertura in questa direzione, purché il rafforzamento delle tutele economiche e professionali per gli arbitri della Can non pregiudicasse la salvaguardia dell’autonomia tecnica dell’Aia. 

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