Il primo derby della stagione va al Milan. I buoni propositi e le lodevoli idee offensive dell’Inter di Chivu si incappano difronte al solito, ma dannatamente efficace, pragmatismo di Massimiliano Allegri. Ma siamo così sicuri che concentrarsi sulla sfida tra i due allenatori sia la cosa più giusta?
Gli uomini copertina del match sono Christian Pulisic e Mike Maignan, decisivi nelle due aree di un San Siro recentemente rinnovato del suo manto erboso a seguito della sfida tra Italia e Norvegia. L’americano e il portiere francese riescono in quello che gli attaccanti nerazzurri, ma soprattutto Sommer, hanno fallito. Serata diametralmente opposta a quella del suo collega per il portiere svizzero, che ha chiare responsabilità sulla rete decisiva della partita.

Tanta sfortuna, ma forse anche un po’ di imprecisione invece per gli attaccanti dell’Inter, che nel primo tempo sono riusciti a ritagliarsi più di qualche occasione per il vantaggio, senza però riuscire a concrettizzare. Il Milan, dal canto suo, prova a presentarsi dalle parti di Sommer attraverso le sue ormai identitarie controffensive. Arma micidiale della squadra rossonera, riconosciuta anche da Thuram ieri sera nel post gara ai microfoni Dazn: “Penso che il Milan, come il Real Madrid, sia la squadra più forte d’Europa in contropiede”.
Il Diavolo non riesce a farlo con continuità e precisione. Ma quando lo fa, al 54′ con Saelemaekers e Pulisic, fa male. Riuscire a trasformare la famigerata statistica degli XG in qualcosa di concreto, è questa la ricetta magica per il raggiungimento della vittoria nel gioco del pallone.
Perché le statistiche, i numeri, il volume di gioco o le occasioni create, ci vengono sicuramente incontro nella lettura delle partita. Così come è sempre molto interessante discutere sulle diverse filosofie degli allenatori. Ma alla fine la differenza la fanno i giocatori, e le partite le vince chi fa un gol in più dell’avversario. Il resto sono chiacchiere e le chiacchiere, come spesso ricorda Max “le porta via il vento, e le biciclette i livornesi”.
