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Il giornalista sicuro: “Amorim ha bisogno di essere difeso dalla società”

Il momento del Milan non riguarda soltanto i risultati e le prestazioni sul campo. In questo avvio di stagione, infatti, Ruben Amorim è diventato anche il principale, se non l’unico, punto di riferimento mediatico del club rossonero. Il tecnico portoghese è chiamato a intervenire con grande frequenza tra conferenze stampa, interviste pre-partita e dichiarazioni al termine delle gare.

Proprio sulla comunicazione dell’allenatore si è soffermato Andrea Marinozzi. Il giornalista, attraverso il proprio canale YouTube, ha analizzato la gestione mediatica di Amorim e sottolineato la necessità di un maggiore coinvolgimento da parte della società.

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“Mi piace la comunicazione di Amorim”

Secondo Marinozzi, il modo diretto e chiaro con cui Amorim comunica rappresenta un elemento positivo. Allo stesso tempo, però, l’allenatore dovrebbe evitare di entrare in dinamiche che esulano dal terreno di gioco e che potrebbero aumentare il rischio di errori comunicativi.

“Mi piace la comunicazione diretta e chiara di Ruben Amorim e credo che non debba rispondere a provocazioni eccessive o a elementi estranei al campo per evitare errori comunicativi. Adesso, però, c’è bisogno dell’intervento della società. Serve un aiuto a livello di comunicazione per Ruben Amorim, perché non può parlare sempre e solo lui. Occorre che qualcuno, non so chi, se addirittura Cardinale, intervenga nel pre-partita contro il Lecce per parlare di questo inizio di stagione e, soprattutto, per spazzare via le voci clamorosamente premature su un suo possibile esonero o su imminenti cambiamenti in panchina. In questo momento Amorim ha bisogno di essere difeso dalla società e ha anche la necessità di tirare il fiato dal punto di vista mediatico. Il lavoro sul campo è tanto e, se deve impegnarsi ogni volta tra interviste pre-gara, conferenze stampa e commenti post partita, gli impegni diventano troppi e il rischio di commettere un errore aumenta. Credo quindi che serva un supporto e che la sua voce debba essere alternata a quella di qualche dirigente del Milan”.

Amorim unico frontman mediatico

Il tema centrale dell’analisi di Marinozzi è quindi la presenza quasi esclusiva di Amorim davanti ai microfoni. In questa prima parte della stagione, il tecnico portoghese ha assunto un ruolo particolarmente esposto anche sul piano comunicativo.

Tra conferenze stampa, interviste prima delle partite e dichiarazioni nel post-gara, gran parte del racconto quotidiano del Milan passa dalle parole dell’allenatore. Una situazione che, secondo Marinozzi, rischia di caricare eccessivamente Amorim anche fuori dal campo.

La società al fianco dell’allenatore

Per il giornalista, a questo punto dovrebbe essere il club a intervenire maggiormente nella comunicazione. L’idea è quella di affiancare alla voce dell’allenatore quella di un dirigente, così da distribuire responsabilità e pressione mediatica.

Marinozzi ipotizza anche un intervento di Gerry Cardinale prima della sfida contro il Lecce, con l’obiettivo di fare chiarezza sul momento della squadra e sulle voci relative alla posizione di Amorim.

Le voci sull’esonero e il ruolo del Milan

Un altro passaggio importante riguarda proprio le indiscrezioni su un possibile cambio in panchina. Marinozzi considera premature le voci sull’eventuale esonero del tecnico portoghese e ritiene che la società debba intervenire per fare chiarezza.

In questo senso, un maggiore sostegno pubblico da parte del club potrebbe permettere ad Amorim di concentrarsi maggiormente sul lavoro quotidiano a Milanello, senza dover gestire in prima persona ogni aspetto della comunicazione esterna.

“La sua voce deve essere alternata a quella di un dirigente”

L’analisi di Marinozzi si conclude quindi con la necessità di un equilibrio diverso. Amorim dovrebbe continuare a rappresentare il Milan davanti ai media, ma senza essere l’unica voce della società.

L’intervento di qualche dirigente permetterebbe di distribuire il peso mediatico e, allo stesso tempo, di dare un segnale sul progetto tecnico. Per il giornalista, il supporto della società diventa quindi un elemento importante anche per permettere all’allenatore di “tirare il fiato” e dedicare le proprie energie soprattutto al lavoro sul campo.


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