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Il quotidiano lancia l’allarme: “Milan 4° attacco, ma i gol non li fanno gli attaccanti”. Problema o evoluzione?

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Questa sera i rossoneri torneranno in campo per affrontare il Parma, in una sfida fondamentale per dare continuità ai segnali positivi mostrati in questo inizio di stagione. Massimiliano Allegri, per l’occasione, ha deciso di affidarsi alla coppia d’attacco Leao-Nkunku fin dal primo minuto. Il portoghese è chiamato a confermarsi dopo le buone prestazioni delle ultime uscite, mentre per il francese si tratta di un’importante opportunità per partire titolare e magari trovare la sua prima rete in campionato.

L’edizione odierna di Tuttosport ha scelto di concentrare la propria analisi proprio sul tema dell’attacco rossonero. Il quotidiano evidenzia come la squadra sia attualmente il quarto miglior attacco del campionato, con 15 reti: un bottino che la colloca alle spalle dell’Inter, ferma a quota 22, e a un solo gol di distanza da Napoli e Bologna (16). Tuttavia, viene sottolineato come molte di queste marcature siano arrivate da giocatori che non appartengono al reparto offensivo. Le ultime reti, infatti, portano la firma di Athekame contro il Pisa, oltre a quella di Leao, di Ricci contro l’Atalanta e di Pavlovic contro la Roma.

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L’ANALISI

Analizzando i numeri più da vicino, tra Pulisic, Nkunku, Leao e Gimenez si contano appena 7 gol in 10 giornate di campionato. Una cifra che potrebbe destare qualche preoccupazione: è evidente che il Milan stia attraversando un momento di difficoltà nella produzione offensiva. Con l’infortunio di Pulisic, che lo ha tenuto lontano dal campo per diverse gare, il peso dell’attacco è ricaduto quasi interamente su Leao, mentre gli altri interpreti hanno faticato a incidere con continuità.

D’altra parte, questa situazione può essere letta anche in chiave positiva. Nonostante la poca prolificità degli attaccanti, i rossoneri restano comunque quarti per gol segnati. Un dato che dimostra come la squadra, nel suo complesso, sia cresciuta sotto il profilo mentale e tattico: ogni giocatore, dal difensore al centrocampista, si sente parte attiva del gioco e in grado di contribuire alla fase realizzativa.

Insomma, se da un lato la difficoltà degli attaccanti nel trovare la via del gol rappresenta un campanello d’allarme, dall’altro testimonia una crescita collettiva importante. Il Milan di Massimiliano Allegri sta imparando a essere squadra in ogni zona del campo, e questo, al di là dei numeri, è forse il segnale più incoraggiante in vista del continuo della stagione.