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Il retroscena di Reijnders sul suo arrivo al Milan: “Quando mi chiamò Pioli ero…”

Reijnders

Nonostante l’attenzione mediatica sia assorbita dalla Coppa del Mondo e dalle prestazioni dei calciatori milanisti, la dirigenza rossonera deve risolvere con urgenza la propria crisi d’organico. La mancata sostituzione di figure chiave come Tare, Allegri, Furlani e Moncada sta impedendo la partenza concreta della stagione 2026/2027. La lista di nomi accostati al Milan negli ultimi venti giorni – sia per la guida tecnica che per l’area scouting/DS – non ha ancora portato a una fumata bianca, prolungando una fase di pericoloso immobilismo strategico.

Fumata bianca che, stando agli ultimi sviluppi, potrebbe arrivare nelle prossime ore quantomeno per ciò che concerne l’allenatore. Difatti, l’ex Manchester United Ruben Amorim sembra essere ad un passo dalla panchina rossonera. Il tecnico portoghese nella sua esperienza inglese con i Red Devils non ha di certo brillato, venendo prontamente esonerato a causa degli scarsi risultati ottenuti.

Nell’altra sponda di Manchester invece, chi sta ritagliandosi il suo spazio con discreto successo è Tijjani Reijnders. L’ex centrocampista rossonero, attualmente impegnato con la Nazionale Olandese nel Campionato del Mondo, ha concluso la sua prima stagione con i Citizens alzando FA Cup e Crabao Cup. Una stagione positiva che dà continuità alla straordinaria annata 24-25 in maglia rossonera, quella della sua consacrazione.

Reijnders
Tijjani Reijnders

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Ai microfoni di The Players Tribune, l’ex AZ ha raccontato tra le altre cose un curioso aneddoto sulla sua prima chiamata con Pioli e Moncada. Queste le sue parole:

“Ero a Zanzibar con mia moglie ed ero a un safari, non finiva più e rischiai di perderla (la chiamata, ndr), bloccato per colpa di due bufali. Arriva la chiamata di Pioli e Moncada su FaceTime col 10% di batteria rimasto. Per fortuna arrivò mia moglie con il powerbank. Poco dopo rischiammo di essere inseguiti da un altro bufalo!”

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