L’immobilismo totale. Dopo l’azzeramento dei vertici societari, all’indomani della sconfitta contro il Cagliari, in Casa Milan non si percepisce nulla. Solo l’aria di una delusione sportiva. Un tunnel senza luce in fondo. L’entusiasmo è spento. Manca il milanismo. Una squadra che ogni stagione dovrebbe lottare per i trofei e che, puntualmente, si ritrova fuori da ogni competizione a metà campionato, portando i tifosi allo sconforto più totale. Si possono spiegare così i sentimenti di Carlo Pellegatti. Il celebre giornalista e tifoso rossonero, in un video sul suo canale YouTube, si è detto molto preoccupato per la situazione del Diavolo. Queste le sue parole:
“Signori, siamo in un incubo. Siamo in un metaverso. Che cosa succederà poi se ci faranno uscire dall’incubo? Se prenderemo Rangnick? Se non sbaglierà una mossa, se venderanno giocatori non funzionali al progetto Milan e il Milan vincerà il campionato, togliamo ogni dubbio. Saremo gli uomini. Almeno io. Dico io, sarò l’uomo più felice del mondo che comunque quell’incubo, cioè quest’incubo, lo ha vissuto.
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Non dimenticherò quell’incubo. E infatti si chiamerà incubo. Son quelle cose che tu chiudi gli occhi e dici ‘No, non posso essere qua’. Ma invece ci siamo. In questo momento attendiamo le difficoltà di Massimo Calvelli. Ripeto, Massimo Calvelli, da uomo intelligente, quindi umile, si sta convincendo a diventare amministratore delegato, ma vorrebbe fare l’amministratore delegato a modo suo, cioè delegando tutta l’area sportiva a una figura come Rangnick“.
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“C’è un problema: la fluidità dei rapporti tra Zlatan Ibrahimović e Ralf Rangnick non è così elevata. Diciamo che ci sono ruggini derivanti dal passato, ma ci sono situazione da risolvere per quanto riguarda il presente. Rangnick è in discussione con la Federazione austriaca per il rinnovo del contratto, ma chiede soprattutto al Milan delle garanzie, non solo sportive di investimenti, budget, ma anche di uomini. Vorrebbe entrare nel mondo Milan con una sua squadra, con tanti doppi ruoli. Una struttura un po’ rigida. Una mentalità tedesca per quello che è il presente del Milan e anche per quella che è la mentalità italiana. La situazione Rangnick-Milan, a oggi, non è così avanzata. Mi arriva appunto di una situazione in estrema valutazione”.
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