All’alba di questa mattina a Milano è avvenuta una maxi operazione che ha visto protagonisti Polizia, Guardia di Finanza e l’arresto di 18 capi ultrà di Inter e Milan. Di questi 18, sedici sono in carcere e due ai domiciliari. Le motivazioni del blitz sono molteplici: estorsioni sulla vendita dei biglietti delle partite di Inter e Milan, un “pizzo” da pagare mensilmente imposto sui parcheggi intorno a San Siro, “cartelli” tra ultras nerazzurri e rossoneri riguardo la vendita di bevande e gadget allo stadio oltre che risse tra gruppi e intestazioni fittizie.
Nella situazione della Curva Nord, si contesta un’associazione a delinquere che ha poi agevolato rapporti con la ‘ndrangheta. Quest’ultima tra l’altro già presente in questioni appartenenti al recente passato legate alla successione di potere nel mondo della curva nerazzurra. Le indagini della Dda, della Sezione investigativa del servizio centrale operativo e della squadra Mobile di Milano hanno messo in chiaro le vicende avvenute negli ultimi sei anni sia dentro sia fuori lo stadio. Inoltre nell’indagine emergono anche i nomi di alcune famiglie malavitose milanesi, invischiate in gestione di affari e “protezione” di fazioni e schieramenti durante faide.

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Nel caso della Curva Sud invece, è contestata un’associazione a delinquere ma senza l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.
Per le ore 11:30 ci sarà l’incontro tra il procuratore milanese Marcello Viola, il questore di Milano Bruno Megale, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo ed altre figure dirigenziali con la tv e la stampa per chiarire ed esporre i fatti della vicenda.
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