A distanza di 20 anni, qualcuno ancora non ci dorme la notte. Dal sogno all’incubo, il viaggio vissuto dal Milan in quella maledetta serata del 25 maggio 2005 in finale di Champions League. Dopo Istanbul c’è sempre Atene, lo si sa, e la vittoria del 2007 è stata l’antidoto perfetto per cancellare quei brutti ricordi. Ma nonostante il lungo tempo trascorso da quel Milan-Liverpool, è ancora difficile darsi una spiegazione su come sia stata possibile una rimonta del genere.
Il Milan di Ancelotti, forte del 3-0 all’intervallo, sembrava avere in pugno la partita. Poi il black out totale nel secondo tempo, fino ad arrivare ai calci di rigore. L’esito lo conoscete. Per anni è stata portata avanti la teoria cospirazionista di festeggiamenti a fine primo tempo nello spogliatoio rossonero, già convinto di aver in tasca la vittoria del trofeo. Uno scenario quasi complottista, smentito ancora una volta dai diretti interessati.
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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport in occasione della sfida di questa sera tra Milan e Lazio, il doppio ex della gara Giuseppe Pancaro ha negato qualsiasi tipo di festeggiamento risalente a quel momento: “L’unico rimpianto (della mia avventura al Milan ndr) resta la finale di Champions persa in quel modo, ma non è vero che festeggiammo a fine primo tempo. In albergo Maldini fece un discorso. Sarà stata l’una di notte. Nessuno riusciva a dormire. Ci ritrovammo nella hall. Paolo ci disse che ci saremmo dovuti rifare subito. E infatti andò così, ma io ero già andato via“.
Sarà dunque una sfida speciale, quella tra rossoneri e biancocelesti per Pippo Pancaro, che alla rosea rivela di non poter riuscire a scegliere tra queste due squadre: “Non mi chieda per chi faccio il tifo perché è impossibile. La Lazio ha realizzato tutti i miei sogni, il Milan mi ha permesso di vivere uno spogliatoio straordinario e di giocare una delle annate migliori della mia vita, quella del mio secondo scudetto, 2003-04. Avevo 34 anni e mi davano tutti per finito. Ho dimostrato il contrario“.
