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La frecciata di Kjaer: “Con Allegri è tornato il Milan, l’anno scorso…”

Kjaer

Ci sono giocatori che lasciano un segno indelebile nei club in cui militano. Questo si può dire senza dubbio per Simon Kjaer al Milan. L’ex centrale danese ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha ripercorso gli anni in rossonero e non solo. Ecco cos’ha detto.

Sulle sue squadre del cuore: “Io sono tifoso di Milan e Danimarca, alle altre voglio bene: è diverso. I milanisti lo hanno capito”.

Inevitabile un commento sullo scudetto in rossonero: “Nel 2022, quando un compagno parcheggiava a Milanello, gli leggevo in faccia la gioia di esserci. La gara con la Lazio diede la spinta decisiva. Ibra creava tensione, in positivo e in negativo. Voleva solo vincere. Pioli è stato molto bravo a capire i momenti e noi a gestire il casino che Ibra creava. A volte dovevi mettergli una mano sulla spalla e dirgli ‘calma, respira’. Zlatan, però, mi ha insegnato tantissimo”.

Su cosa non ha funzionato nel Milan l’anno scorso: “Per me ci sono stati troppi cambi. A tutti i livelli. Non dico di più perché dovrei parlare di cose che so dai miei amici, e sono questioni riservate. Certo, sono stato male come tutti i tifosi e ora sto molto meglio”.

SULL’ATTUALE SITUAZIONE IN CASA MILAN

Sul Milan di Allegri

: “È tornato a essere il Milan. Se porti Modric e Rabiot, torni ad avere esperienza… e l’esperienza è una delle cose più sottovalutate oggi. Per me può vincere lo scudetto perché ha un allenatore giusto. Adesso sai chi comanda. Lo scorso anno, non lo so”.

Su Gabbia come suo possibile erede: “Sì, gli voglio bene. Difficile trovare un giocatore più professionale: è pronto a sacrificarsi per il Milan”.

Mentre su Leao: “Sì, ha senso chiedergli di essere più continuo. Rafa può essere uno dei migliori al mondo. Se solo imparasse un po’ da Gabbia… Dembélé ha vinto il Pallone d’oro e Rafa può essere allo stesso livello. Deve sviluppare un 1% al giorno. Per me non è capace di farlo da solo, pochi riescono da soli. Ha bisogno di un allenatore e una società che lo aiutino. Ha 26 anni e a 29 sarà troppo tardi: o ora o non ci arriva. Ci sono tante persone sulle sue spalle e non è facile”.

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Poi un retroscena di mercato sull’Inter

: “Sì, l’Inter era interessata a prendermi e il Real mandò un’offerta al Midtjylland. Poi mi prese il Palermo”.

Su chi sia il favorito domenica: “L’Inter gioca in casa, vero? Allora dico 60-40 per l’Inter. In campo c’è equilibrio.

SUL RITIRO E L’EPISODIO DI ERIKSEN

Mentre sulle ragioni dietro al ritiro Kjaer ha detto

: “Ho saputo che il Milan non mi avrebbe rinnovato a settembre 2023. Allora ho cominciato a pensare a quali condizioni volessi. Ho avuto un paio di possibilità ma ho capito che avrei dovuto fare compromessi. E con mia moglie ho deciso che, su queste cose, i compromessi non si fanno”.

Su cosa sia cambiato dopo l’episodio del malore di Eriksen: “Tutto. Se Christian se ne fosse andato, non avrei più giocato. Ho capito che il calcio è il calcio, la vita è la vita. Il calcio è lavoro e passione, la vita è un’altra cosa”.

Sempre su quell’episodio Simon ha aggiunto: “No, non ci ripenso, ma qualche giorno fa mi è successa una cosa. Durante una partita di mio figlio, un ragazzo si è fratturato il polso e l’ambulanza è entrata in campo. Mi sono sentito strano. Però, finché Christian starà bene, io starò bene. Mi hanno spiegato che, in un trauma, alcune cose le ricordi, altre no. Su quel campo eravamo in 40 e tutti insieme abbiamo ricordato quelle ore. Io ora non so quali ricordi siano miei e quali no”.

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