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“Lasciamo suonare Mozart”. Dirige l’orchestra il maestro Adli

adli

Ammettiamolo, tutti noi aspettavamo questo momento. Finalmente, a Cagliari, è stata la volta di Yacine Adli. Chiamato a sostituire Krunic, il centrocampista franco-algerino ha preso il posto in cabina di regia con la maglia numero 7. L’ex Bourdeaux ha dimostrato buona tecnica, intraprendenza e un’ottima padronanza del palleggio. Rispetto al bosniaco, che rimane un ottimo equilibratore e centrocampista in fase difensiva, è un giocatore meno grezzo e più elegante nei movimenti. La capigliatura e la nazionalità lo fanno paragonare con Mozart e potrebbe essere lui il direttore d’orchestra di questo Milan.

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Pochi hanno capito i motivi per i quali Adli sia rimasto talmente così tanto tempo nell’ombra, non giocando neanche spezzoni. Quando arrivò nell’estate del 2022 al Milan, dimostrò ottimi spunti nel precampionato, segnando anche qualche gol. Ci siamo tutti chiesti perché Pioli non lo prendeva tanto in considerazione, ma quei tempi sembrano essere passati.

Adli ha sempre dimostrato amore verso i tifosi del Milan ed è per questo che è diventato un simbolo: ha imparato l’italiano, ha imparato i cori dei tifosi e ha insistito per restare coi rossoneri e giocarsi le sue carte. Ne è passato di tempo, ma finalmente sembra che il francese stia per sbocciare e avrà la sua opportunità. Contro la Lazio sarà ancora lui il titolare come regista di centrocampo e sarà un ulteriore esame di maturità. San Siro è dalla sua parte, adesso sta a lui meritarsi la standing ovation della Scala del Calcio. Le qualità le ha, ora servono solo i minuti. Lasciamo suonare Mozart.

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