Negli ultimi giorni si è infiammato il dibattito intorno a Rafael Leao. La stella del Milan è da sempre un giocatore estremamente divisivo. C’è chi lo reputa un eterno incompiuto e chi lo considera un giocatore generazionale. Il giudizio su questo ragazzo è ondivago, cambia spesso a seconda delle sue prestazioni.
Non si può negare che, dopo la conquista dello scudetto 21/22 da assoluto protagonista, tutti si aspettavano un percorso di crescita diverso da parte di Leao, troppe volte accusato di essere poco costante. Allo stesso modo non si può ignorare che, la scorsa stagione, per il terzo anno di fila, il talento portoghese abbia raggiunto la “doppia-doppia” tra gol e assist, numeri tutt’altro che banali. Tra gli esterni sinistri, solo Vinicius Jr aveva uno score migliore a livello di marcature.

Chi non ha mai avuto paura di esprimere un giudizio netto su Rafael Leao è Antonio Cassano. Durante la trasmissione “Viva el Futbol Official” “Fantantonio” ha dichiarato:” Leao è un problema per il Milan. Non sa calciare in porta. Se non partecipi alla fase difensiva, ma non incidi in quella offensiva, metti in grave difficoltà la tua squadra. Neres, neo-acquisto del Napoli, sa dialogare con i compagni e tirare, Leao invece non sa calciare importa”
Come è noto Cassano non ha mai nascosto la sua antipatia “calcistica” per l’esterno portoghese. Come scritto in precedenza, il dibattito sul numero 10 del Milan è estremamente polarizzato. C’è infatti anche chi ne apprezza le qualità.
Riccardo Trevisani, a “Pressing”, ha dichiarato:” Ho visto che bene o mali tutti i giornali hanno dato un bel 4 in pagella a Rafa Leao dopo la prestazione di Parma. Io non sono d’accordo: Okafor, Loftus e Theo hanno giocato da 4, inserire in questo gruppo anche l’esterno portoghese è assolutamente ingeneroso. Ha messo in porta Pulisic con una grandissima azione e ha confezionato due assist al bacio per Pavlovic e Reijnders che poi non hanno concretizzato. Questi non sono numeri da 4 in pagella “.

Trevisani ha sempre difeso Leao in questi anni, e prosegue così:” Io non dico che abbia giocato da 7, ma se i suoi compagni avessero fatto gol il suo voto sarebbe stato 4? Non credo proprio. Viene spesso preso lui come riferimento tra i peggiori in campo, secondo me non lo è quasi mai. Troppe volte quando si parla di Leao la discussione finisce in caciara “.
Il numero 10 del Milan riuscirà mai a mettere tutti d’accordo sul suo reale valore? Probabilmente no. Ha delle caratteristiche che può e che deve migliorare? Sicuramente sì. Questa stagione, partita con il piede sbagliato, sembra essere cruciale per Leao. A 25 anni bisogna iniziare ad avere una propria dimensione e presto vedremo in quale di queste vorrà essere inserito il talento portoghese.
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