In questo periodo di forte fermento al di fuori di Milanello, prendono sempre più piede pareri discordanti in merito al momentaneo primo posto in classifica del Milan e della gara contro la Fiorentina ancora al centro delle polemiche. Una delle analisi che più ha colpito è quella di Antonio Cassano che ha parlato di un Leao “inguardabile”, di una papera di De Gea e di vittorie casuali da parte di Massimiliano Allegri, ma sappiamo che non è l’unico a pensarlo.
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Una narrazione che non regge. Il Milan il primo tempo gioca con Ricci al posto di Rabiot, quindi un calciatore che si trova più a suo agio in mediana che come mezz’ala di inserimento, Athekame che non è Saelemaekers, il belga adattato alla Pulisic e Leao spalle alla porta a riempire l’area di rigore come riferimento facendo grande fatica. La partita ha una chiave di svolta: l’ingresso di Santiago Gimenez. Alexis torna nel suo ruolo, ed ha un motorino più offensivo di Athekame, Santi lotta e riempie davvero l’area, gioca per la squadra e rischia di sbloccarsi in campionato.
Rafa è libero di agire dietro la punta, di muoversi con libertà e di sprigionare il suo talento. Questo è quello che riesce a fare meglio e la sensazione è che quel battibecco con Pongracic abbia scatenato l’agonismo del portoghese, accendendo la scintilla. Proprio come quel famoso derby in cui i rossoneri vinsero 3-2 in rimonta con una doppietta di Rafael Leao.
Rafa ha qualità, anche balistiche che sicuramente può e deve migliorare, ma deve essere dentro la partita e credere di poter essere sempre decisivo. Il calcio di rigore tirato è un primo segnale di maturità e responsabilità. Sentire un campione come Luka Modric dire che è uno dei migliori talenti al mondo ha un effetto diverso. Modric può essere la guida, il riferimento, forse più impattante di Zlatan Ibrahimovic che gli ha fatto da papà calcistico.
E per quanto riguarda Allegri. Max non è stato un mago della tattica ma ha creato un gruppo unito, coeso che ha fame. Questo è il suo più grande merito. Ha trasmesso una mentalità vincente, ha dato credibilità alla squadra e non trova attenuanti, infortuni in primis. Questo Milan è solo all’inizio e col lavoro quotidiano può raggiungere risultati importanti.
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