La scoperta dell’acqua calda – e chi vi scrive ama il freddo e le temperature gelate – è stata fatta sabato notte: il Milan senza Rafa Leao è un’altra squadra. “Hey, amigo, i campioni sono così“. Il fenomeno portoghese, assoluto protagonista della corsa scudetto della passata stagione, è un perno imprescindibile del gioco di Stefano Pioli per svariati motivi. In primis fa la differenza grazie al suo talento. Nell’uno contro uno non lo prendi mai. Mai. Sa ribaltare il gioco in pochi istanti con le sue accelerazioni da “cavallo pazzo”. Con Theo forma una catena di sinistra da far invidia a chiunque: i due si cercano, si trovano, si completano. Sono devastanti. Leao sa tirare fuori il coniglio dal cilindro. E sono stati citati i motivi più evidenti.

Il Milan a Firenze ha sbagliato approccio: poca intensità, tanta superficialità, tanto campo lasciato alla viola. La testa, probabilmente, non ce ne voglia il buon Pioli, era a mercoledì, quando a Londra i rossoneri si giocheranno la stagione. In caso di passaggio del turno, il Diavolo troverebbe le vie del paradiso calcistico: quarti di finale e stagione salvata. In caso contrario, non ci vogliamo pensare perché Tarantino potrebbe inscenare uno dei suoi capolavori. Dicevamo di Fiorentina-Milan: merito agli uomini di Italiano che hanno meritato la vittoria. Demerito ai rossoneri che hanno giocato una partita diversa rispetto alle ultime brillanti apparizioni.
Una sconfitta diversa, sicuramente, rispetto a quelle del maledetto mese di gennaio. Una sconfitta figlia della testa: i rossoneri sono apparsi spenti, poco sul pezzo e molto poco cattivi nelle palle sporche, tutti segnali di una testa che sicuramente era altrove. Le assenze, poi, hanno fatto il resto: Leao e Brahim in questo momento sono troppo importanti per supportare Giroud. Bene il rientro di Bennacer ma non basta: in Champions e a Londra servirà un altro passo.
Già, non inganni il periodo assolutamente no del Tottenham, sconfitto sabato in casa del Wolverhampton. Gli Spurs, tra le mura amiche, si trasformano e il ManCity del grande Guardiola ne sa qualcosa. I ritmi saranno folli: quelli inglesi, sporchi, quelli delle seconde palle e del pallone lanciato solo per “essere rincorso”. Il pubblico, come all’andata, farà la sua parte. Sarà una bolgia infernale. In più tornerà anche Conte in panchina: gli Spurs sognano la rimonta e il pass per i quarti. Servirà il Milan battagliero visto prima di Firenze, servirà un Diavolo con l’abito migliore.
Tornerà il fenomeno Leao, quello che tanto è mancato al Franchi. Da valutare le condizioni di Diaz: in caso di assenza dello spagnolo, Pioli potrebbe proporre Krunic in quel ruolo per dare maggiore copertura e aiuto al centrocampo rossonero, che sarà formato dal duo migliore, Benna-Tonali. Parlavamo di bolgia e inferno londinese: per il Diavolo non dovrebbe essere un problema. Il Re degli inferi dovrà padroneggiare le fiamme, farle proprie, giocare di furbizia e far capire al mondo che esiste solo una corona. E il Milan in Champions ha trovato casa. Torniamo ad essere quelli di sempre: così Firenze sarà solo una fotografia da mettere nell’album delle storie finite male ma che ci hanno insegnato qualcosa nel corso di questa straordinaria esistenza chiamata vita.
Leggi QUI – Le ironie del quotidiano inglese sul Milan
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