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Letizia: “Questa sarebbe una domanda da fare ad Amorim!”

Con la pausa nazionali verso la sua conclusione Amorim ed il suo staff stanno organizzando al meglio il rientro dei vari giocatori.

Calciatori che hanno giocato con le proprie nazionali e accumulato minutaggio che potrebbe fare solo che del bene per mantenerli in ritmo partita. In un periodo come il prossimo che metterà il Milan alla prova.

Dal Sassuolo in Serie A, al Salisburgo in Europa League, seguite da Atalanta, Bournemouth, Udinese, Bologna ed infine Inter. 7 partite in 31 giorni, una partita ogni quattro giorni circa.

Impegni che metteranno alla prova tutti i calciatori in rosa, dai titolari, alle seconde linee. Amorim lo ha già detto su più spezzoni che tutti avranno minuti e giocheranno anche quelli che hanno calcato il campo con meno frequenza.

Dai vari giovani Camarda, Bartesaghi, Comotto e Diawara, oltre a Jashari, Loftus-Cheek, Hutchinson, Tomori e Gabbia.

A commentare il rientro dei vari giocatori e del mese di ottobre è Francesco Letizia sul suo canale YouTube:

“Siamo nel bel mezzo di questa lunghissima pausa per la Nations League, ma io trovo questo esperimento tutt’altro che positivo”.

“Innanzitutto da tifoso: sradichiamo l’entusiasmo, l’affetto e la voglia che abbiamo per la nostra squadra del cuore per tre settimane, a stagione appena iniziata, e secondo me non è una buona idea”.

“Ci lamentiamo tanto del fatto che il calcio stia perdendo seguito e interesse, ma fermarlo per tre settimane per le nazionali non è la scelta migliore, mi permetto di dirlo”.

“Non appena si era ritrovato un minimo di entusiasmo, si è stati nuovamente bloccati da una sosta di tre settimane, che sono tantissime”.

“Mi spingo a dire che una sosta più breve, magari più frequente come si faceva fino all’anno scorso, era forse meno dolorosa”.

“Sarei curioso di capire l’opinione degli allenatori – e questa potrebbe essere un’ottima domanda per Ruben Amorim al rientro dalla pausa – perché secondo me nemmeno loro, soprattutto chi guida le big che perdono molti più convocati rispetto alle piccole, sono felici di rimanere senza giocatori per venti giorni”.

“Sono tre settimane in cui non si può lavorare con il gruppo al completo, ma ci si deve accontentare di chi resta. Sicuramente Amorim sarà stato felice di poter lavorare su Pulisic e Saelemaekers, su Gila, Gabbia e così via”.

“Tuttavia questo era un momento cruciale: sarebbe stato opportuno poter lavorare con continuità su Diego Moreira e sulla sua posizione, o su Goncalo Ramos e sui suoi movimenti per segnare di più, e invece abbiamo dovuto lasciarli partire per le rispettive selezioni”

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