Il Milan dice definitivamente addio al sogno Scudetto, scivolando a -12 punti dall’Inter capolista a causa della sconfitta interna contro l’Udinese. I friulani segnano due gol nel primo tempo seguiti da una breve e fioca reazione del Milan ad inizio ripresa. Il punto esclamativo sul match per i bianconeri lo mette Arthur Atta, con un destro favoloso sul primo palo a beffare Maignan. Due sconfitte di fila per il Diavolo che non perdeva consecutivamente due match dalla stagione scorsa, sintomo della buona annata che quest’anno sta disputando.
Grande assente della gara contro l’Udinese è stato senza dubbio il reparto offensivo. Grande cruccio da inizio stagione, gli attaccanti rossoneri almeno nel girone d’andata hanno reso quantomeno in termini numerici. Sia Leao che Pulisic hanno segnato la loro totalità o una buona fetta dei loro gol nel 2025, mancando di continuità realizzativa. Il passaggio dal 3-5-2 Allegriano al 4-3-3 non ha dato assolutamente nessuno spunto in più in fase d’attacco, andando tendenzialmente a peggiorare un reparto già in difficoltà.
Su questa tematica in particolare ma non solo, si è soffermato il noto telecronista ed ex calciatore di Serie A Dario Marcolin su La Gazzetta dello Sport.

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Di seguito le parole di Dario Marcolin sulla situazione offensiva rossonera:
“Credo che l’utilizzo del 4-3-3 sia stato dettato dalla voglia di aggiungere qualcosa alla fase offensiva. I frutti non sono stati quelli sperati perché il Milan ha perso in compattezza e non ha segnato. Nel 3-5-2 Leao fatica perché non è un centravanti e si esprime al meglio largo a sinistra. Con questo sistema di gioco però la squadra dà il meglio ed è giusto che i singoli si sacrifichino. L’attacco può e deve far cambiar marcia al Milan. Le punte rossonere chiuderanno bene la stagione e segneranno le reti decisive per arrivare in Champions“. A
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