Il tecnico rossonero, Rúben Amorim, si è così espresso in conferenza stampa alla vigilia della sfida tra Sassuolo e Milan, match valido per la 6°giornata di Serie A.
L’ultima volta che c’è stata una maxi-sosta era il 2022. Come affrontare questo impegno dopo essere stati fermi tre settimane?
“Non cambia molto. Se sarà positivo o negativo dipenderà dal momento della squadra. Se la squadra ha tanti infortunati, uno ha più tempo per recuperare i giocatori. Sono quattro partite in due settimane, poi è difficile a livello di gestione. Se prendiamo l’esempio di Koni De Winter, lui non ha giocato in Nazionale. Abbiamo perso tanti giocatori per la Nazionale, ma questo è un buon segno perché sono importanti per le loro Nazionali. Adesso bisogna mettere il piede sull’acceleratore. Però, ripeto, non cambia la gestione, ma la situazione”.
Può essere stata una sosta positiva per i giocatori?
“Ho visto che i calciatori erano molto contenti di tornare qui. Quindi questo vuol dire che piace stare insieme in gruppo. Però se si guarda un po’ il bilancio della sosta, alcuni giocatori hanno disputato due partite e poi hanno riposato. Questo è positivo perché hanno recuperato la loro forma atletica. Saelemaekers si è infortunato, ma ho avuto modo di lavorare con Omari Hutchinson. Abbiamo avuto modo di giocare un’amichevole contro il Padova. Ogni giocatore è stato utilizzato: basta vedere il minutaggio di Gonçalo Ramos. Moreira ha disputato tre partite, ha giocato sia a sinistra che a destra. I calciatori credo che siano pronti. Però, ripeto, nel calcio tutto dipende nella prossima partita. Ed è per questo importante vincere la prossima partita”.
Sulla sosta positiva per Gonçalo Ramos:
“La mia idea, in quanto allenatore, è sempre come far rendere al meglio la mia squadra. Credo di averlo detto anche prima della sosta. Quindi noi dobbiamo creare pià occasioni da gol per tutti i nostri attaccanti, non solo Gonçalo Ramos. Bisogna mettere di più la palla in mezzo per fare più gol. È vero che posso ispirarmi dai miei colleghi, ma anche io ho le mie idee. Io voglio aiutare i giocatori al servizio del collettivo. Io quando vengo qui non ho l’obiettivo di far segnare di più Gonçalo Ramos, ma di vincere le partite. Sono felice che lui abbia segnato più gol”.
La difesa a quattro è l’assettto ideale in questo momento?
“Dipende dalle partite e dalla situazioni all’interno. Però l’importante è che i calciatori capiscano quando dobbiamo giocare a tre o a quattro. Basta vedere i nomi negli undici ed è la stessa squadra. Sono piccoli dettagli che cambiano e che possono cambiare la dinamica della squadra. Gli altri colleghi conoscono bene i nostri calciatori, quindi sta a me creare qualcosa di nuovo per poter sorprendere i miei colleghi. Quindi io so cos’ho in mente da proporre domani, però non ve lo posso dire sennò Aquilani lo saprebbe. Io voglio che miei giocatori siano sempre a loro agio”.
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Lei conosce Aquilani come giocatore e allenatore?
“Sì, mi ricordo non soltanto durante il suo passaggio allo Sporting. Lui ha giocato con Jorge Jesus, che è stato anche il mio allenatore. Lo ricordo molto bene come giocatore intelligente. Lui ha fatto il centrocampista e capita che i centrocampisti diventino allenatori. Io ho disputato cinque partite come allenatore del Milan e ho giocato contro ex giocatori del Milan. È il posto migliore per imparare il mestiere dell’allenatore. Vedo qualcuno di moderno. Vedo Roberto De Zerbi come gestisce i suoi centrali. Però è una squadra che vuole avere il possesso palla. Lui è molto intelligente quando vuole pressare. Ha imparato tanti strumenti. Quindi credo che avrà un futuro molto roseo come allenatore”.
Dove ti convince di più Diego Moreira?
“Si sono viste delle cose diverse. Quando gioca a sinistra è più diretto, quando gioca a destra cerca degli uno contro uno con delle combinazioni. Lui ha dovuto difendere tanto contro le squadre forti, quindi questo è molto importante per me. Tutti conosciamo le sue qualità: è veloce, è forte. Deve ancora lavorare nella fase offensiva. Però credo che lui possa giocare sia a destra che a sinistra. Lo vedrete in tutte e due le fasce”.
Camarda ha disputato solo 8 minuti sinora. Ci sarà spazio per lui come vice Ramos? Si è parlato anche di Endrick a gennaio:
“Potete chiedere a Gerry Cardinale. Il mio unico focus è sulle partite che abbiamo da disputare. Per cui, in questo momento, dicembre non esiste nella mia testa. Francesco Camarda sicuramente giocherà di più. Poi non bisogna scordare che siamo il Milan e Camarda deve imparare tanto questo bagaglio tecnico. Io non so sinceramente quello che succederà a gennaio. Io voglio vincere più partite possibili. Anche le Nazionali hanno ruotato tanto, cambiando undici giocatori alla terza partita. Per cui Francesco Camarda giocherà di più. Io mi aspetto tanto da lui e avrà modo di dimostrare il proprio valore”.
Cissè ha giocato attaccante centrale nell’Under 21. Può essere un ruolo che può ricoprire nel Milan? Poi, che effetto le fa incontrare Matić domani?
“Sì, penso che possa giocare in mezzo. Magari non da vera prima punta. Però sicuramente lui ha delle qualità che possono essere d’aiuto per il Milan in certe occasioni. Per quanto riguarda Nemanja Matić, è un ottimo calciatore. Ho parlato molto con lui perché era una delle persone che parlava inglese. È vero che la velocità è cambiata un po’, ma è un giocatore molto intelligente e molto alto, è ifficile togliergli la palla. È in grado di dettare i tempi nella costruzione a tre che fa col Sassuolo. Sicuramente mi aspetto di abbracciarlo durante la partita che spero di aver vinto. Lui è un top player e una persona squisita”.
Chi è rimasto a lavorare a Milanello ha migliorato la propria condizione? Puoi fare affidamento su di loro giocando partite ogni tre giorni?
“Sicuramente saranno molto importanti nelle prossime partite. Abbiamo avuto modo di sfruttare ogni singolo minuto per poter migliorare. Abbiamo cambiato qualche posizione in allenamento e in partita. Quindi abbiamo passato più tempo anche con Diawara. Tomori ha fatto lo stesso percorso che ha fatto Gila. Questi sono giocatori importanti per noi. Loftus-Cheek è reduce da un infortunio, ha giocato qualche partita all’inizio, quindi era importante recuperare la sua condizione”.
Questo Milan può vincere e arrivare in alto? Cosa le ha sorpreso in positivo e in negativo su questa Serie A?
“Si parte sempre da questa idea di voler vincere dei titoli. Voglio vincere dei trofei, però non so quanto tempo ci vorrà. Bisogna anche pensare alla costruzione di questo percorso. Ma sicuramente quando si lavora in un top club non si può dire che bisogna vincere tra due o tre anni, ma nel presente. Ci sono delle tappe da seguire. Però, ripeto, ci sono diverse squadre forti in questo campionato.
Si fischia meno, lo staff medico entra poco. C’è più velocità nel gioco. La gente si lamentava dei troppi 0-0 e adesso stanno segnando tanti gol. Nessuno gioca blocco basso per 90 minuti. Il Venezia, che è ultimo, vuole pressare tutto il tempo a tutto campo. Sono rimasto piacevolmente sorpreso. Io sono molto contento di essere qui. Mi sento a casa al Milan, sono onorato di essere qui. La Serie A è un ottimo campionato a cui non si dà il giusto valore. Però mi diverto a preparare le partite”.
Che cosa ha visto in queste partite che la hanno portato a pensare alla difesa a quattro? Athekame può tornare a gennaio? Poi una curiosità, come va con l’italiano?
“A volte è difficile per me. Se io fossi un altro calciatore o un dipendente, sarebbe difficile esprimermi in italiano. Chiedo scusa, io so che nel post-partita devo parlare con Fabio Capello. So che sarebbe meglio se parlassi italiano, ma devo ragionare e non posso pensare che quello che dico possa essere strumentalizzato. Quindi io sto cercando di imparare l’italiano. Per quanto riguarda la difesa a quattro, si tratta di mobilità. Io vedevo che i giocatori erano un po’ ridigi. Già vedevo la costruzione a tre e a quattro, mai a cinque.
Questa scelta ha aiutato i miei calciatori a rendere al meglio: contro il Benfica si è visto che abbiamo avuto più possesso palla, ma c’è stata mancanza di mobilità. Sul futuro non so se si proseguirà con questo assetto o meno, è uno strumento per provare a vincere le partite. Athekame lo stiamo seguendo, è un calciatore importante. A inizio stagione io lo vedevo come esterno alto, un po’ come Moreira. Lui sta giocando bene con Paulo Fonseca, valuteremo la sua situazione”.
Nonostante il buon numero di gol, ogni tanto il Milan fatica in fase offensiva:
“Questo è il calcio. È vero, abbiamo segnato due gol a partita. Però questa non può essere la risposta sulla fase offensiva. Non stiamo creando tante occasioni da gol perché non stiamo passando tanto tempo nell’area avversaria. Bisogna segnare di più, ma questo è possibile se facciamo più tocchi nell’area avversaria, se facciamo combinazioni o lanci lunghi. Io non mi nascondo. No, dobbiamo fare meglio, creare più occasioni da gol. Io non guardo solo il risultato, ma anche la prestazione globale della squadra. Lavoreremo, miglioreremo, segneremo più gol. Quindi, dobbiamo migliorare la fase offensiva”.
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