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La fragilità del Milan, nella stessa partita luci e ombre di un mistero calcistico

Abraham - Pulisic

Il Milan soffre terribilmente contro lo Slovan Bratislava, battendolo grazie ad una disattenzione degli slovacchi su cui piomba Tammy Abraham. La partita finisce con un rocambolesco 2-3, frutto di errori tecnici sia da una parte che dall’altra. I rossoneri si mostrano fragili e all’interno della partita alternano momenti di buon gioco e connessione fra di loro a disattenzioni e errori da manuale che sono inaccettabili se commessi a questi livelli.

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Dopo un avvio deciso e positivo che permette di tenere il pallino del gioco e sbloccare la gara con Pulisic, la squadra si disunisce tatticamente e a causa di una difesa inspiegabilmente alta concede una ripartenza a dir poco assurda per una squadra che gioca a questi livelli, permettendo agli avversari di trovare il pareggio. Nel secondo tempo entra Leao, per dare una scossa in avanti e trovando il gol del 1-2 in bello stile. Soltanto tre minuti dopo, lo Slovan decide di regalare la partita, con un errore colossale in fase di disimpegno durante un retropassaggio al portiere. Ne approfitta il buon Abraham che trafigge Takac e raddoppia il vantaggio. Sul finire della partita si rivedono i fantasmi della difesa che con poca organizzazione concede un tiro da fuori al sinistro potente del giovane Nino Marcelli, vincendo così la partita di misura.

La partita specchio di una stagione

Difficile capire come negli stessi novanta una squadra possa mostrare più volti senza riuscire a far capire qual è la propria identità. Il Milan di Fonseca, dopo tre mesi di stagione, non ha la capacità di essere padrone del proprio destino, determinandolo con la propria mentalità. La partita di Bratislava è stata lo specchio di questi mesi dove la squadra ha vissuto e ha fatto vivere i tifosi sulle montagne russe, stravincendo inaspettatamente partite complicatissime, ma autosabotandosi in altre sulla carta molto più abbordabili. La stabilità (difensiva e non) non è di casa dalle parti di Milanello e questo non permette di essere la grande squadra che il Diavolo vuole essere. Il tempo dell’assestamento è finito.

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