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Maignan, il rigore del derby: parata e mind game. Così ha steso Calhanoglu e deciso Inter-Milan

Al minuto 73 di un derby vibrante e ancora in equilibrio, è arrivata la giocata che ha cambiato definitivamente il destino di Inter-Milan: Mike Maignan ha parato il rigore di Hakan Calhanoglu, uno dei tiratori più infallibili della Serie A. Il turco, da quando veste nerazzurro, aveva mantenuto una percentuale del 95% dagli undici metri. Fino a ieri sera.

La parata del portiere francese non è stata soltanto una prodezza tecnica, ma un capolavoro mentale. Una lettura psicologica perfetta, che ha spezzato le certezze del rigorista e ha regalato ai rossoneri il momento decisivo del match.

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Il rigore: la scelta giusta al momento giusto

Il tiro di Calhanoglu, potente e indirizzato verso l’angolo, sembrava destinato a finire in rete come quasi sempre accade quando il numero 20 nerazzurro si avvicina al dischetto. Ma Maignan ha letto tutto: tempi, postura, intenzioni. Volo sulla sinistra e mano pronta. Intervento perfetto.

Un gesto che ha gelato l’ambiente nerazzurro e acceso quello rossonero, come se in quel momento il derby avesse trovato il suo padrone.

Mind games: il capolavoro psicologico

La parata nasce però prima del tiro. Parte tutto dalla testa.

Pochi istanti prima della rincorsa, Maignan si avvicina a Calhanoglu e gli sussurra dove avrebbe dovuto tirare. Una provocazione sottile ma chirurgica, un seme piantato nella mente del rigorista. Poi, nel momento in cui l’arbitro fischia, il portiere compie un passo verso la sua sinistra, lasciando più aperta la porzione di porta che Calhanoglu ama attaccare.

Una trappola.

Il centrocampista dell’Inter, abituato a essere glaciale, stavolta si lascia condizionare: accelera la scelta, si fida dello spiraglio lasciato libero e calcia esattamente dove Maignan voleva.

Fine del gioco.

Una parata che pesa come un gol

Il Milan, che ha poi vinto la partita, deve molto a questo episodio. Perché un rigore parato in un derby al minuto 73 fa più rumore di un gol. Vale punti, vale morale, vale leadership.

Maignan si conferma ancora una volta uno dei portieri più completi in circolazione: talento, tecnica, carisma e una capacità di entrare nella testa dell’avversario che pochi riescono a gestire con tanta lucidità.

Ieri a San Siro non ha solo parato un rigore. Ha vinto una battaglia mentale. E ha deciso il derby.

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