Le partite si vincono con le grandi giocate, lo spirito di squadra e – soprattutto – l’attenzione ai dettagli. E nel derby di ieri sera tra Inter e Milan c’è stato un dettaglio che, per un soffio, non ha rischiato di vanificare la parata straordinaria di Mike Maignan sul rigore di Hakan Calhanoglu. Una leggerezza che poteva costare cara ai rossoneri.
Il rigore: mind game, parata e… un rischio inatteso
Tutto si consuma in pochi secondi.
Calhanoglu posiziona il pallone sul dischetto, Maignan avvia il suo mind game che manda in confusione il turco, parte la rincorsa, il tiro e la parata. Un capolavoro tecnico e mentale.
Maignan è rapidissimo a rialzarsi e a intervenire sulla ribattuta, anticipando sia Calhanoglu sia… Tomori. Ed è proprio qui il punto cruciale: il secondo intervento di Mike non ha solo respinto la palla, ma ha evitato quella che sarebbe stata una beffa clamorosa.
Tomori in invasione: cosa sarebbe successo
Al momento del tiro, infatti, Tomori si trovava già dentro la lunetta dell’area di rigore, quindi a meno di 9,15 metri dal dischetto. In altre parole: era in chiara situazione di invasione (encroachment).
Secondo il regolamento IFAB, quando un compagno del portiere entra irregolarmente in area o nella lunetta prima che il pallone sia in gioco e poi tocca il pallone dopo una parata, il calcio di rigore deve essere ripetuto.
In questo caso, proprio quella regola sarebbe stata applicata:
- Tomori entra prima del tiro → infrazione.
- Se tocca la palla dopo la respinta del portiere → ripetizione del rigore.
Ed è esattamente ciò che il VAR ha verificato.
Il controllo VAR e la decisione finale
Dalla sala VAR di Lissone è arrivato il check immediato: serve capire chi ha toccato la palla per primo dopo la parata di Maignan.
Il verdetto è chiaro:
- il primo tocco è di Maignan, non di Tomori;
- Calhanoglu non ha più possibilità di intervenire;
- nessun rossonero irregolare influisce sull’azione.
Di conseguenza, niente ripetizione del rigore.
Una lezione per il futuro
Il gesto tecnico di Maignan ha salvato il Milan due volte: sul tiro di Calhanoglu e dall’errore di un compagno. Ma l’episodio mette in evidenza un tema già noto nello stile aggressivo di Tomori: irruenza e poca attenzione ai dettagli.
In una partita come il derby, in un momento così delicato, basta un passo avanti di troppo per compromettere tutto.
Il ripassino del regolamento non farà male a nessuno. Perché nel calcio moderno, dove ogni frame viene analizzato dal VAR, i dettagli non sono più dettagli: sono spesso ciò che decide una partita.
