Quando nell’estate del 2021 Donnarumma scelse di lasciare Milano a costo zero, trasferendosi a Parigi, la preoccupazione di doverlo sostituire con un portiere all’altezza era tanta. Così come tanti erano i dubbi sul nome scelto da Maldini e Massara per rimpiazzarlo. Giustamente, perché era difficile, se non impossibile, pronosticare che Mike Maignan, portato a Milanello per 15 milioni di euro dal Lille, sarebbe diventato uno dei tre portieri più forti del pianeta, se non il migliore in assoluto. Non è servito molto tempo, sono state sufficienti poche settimane per capire quale gemma preziosa fosse capitata tra le mani della dirigenza rossonera.
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Maignan è stato uno dei protagonisti assoluti dello Scudetto conquistato nel 2022. Carisma, personalità, tecnica, reattività, bravura con i piedi e in uscita. L’estremo difensore francese ha tutto quello che serve per definire un portiere come completo. L’unico difetto che gli si può affibbiare è quello della fragilità fisica. Durante la prima stagione in rossonero una lesione del polso lo aveva costretto a saltare 11 partite, mentre l’infortunio al polpaccio di un anno fa, con annesse ricadute, addirittura 31.

Il numero 16 rossonero, ora anche leader della nazionale transalpina, di cui è diventato il titolare tra i pali dopo il Mondiale in Qatar, ha parlato ai microfoni di Téléfoot, ritornando anche sui problemi fisici che ne hanno condizionato la carriera negli ultimi due anni.
Sui rigori:
“Spesso diciamo che i rigori sono una lotteria, ma io dico spesso che è un duello psicologico. La cosa più importante è la tenuta mentale”.
Su cosa gli ha detto Lloris:
“Hugo mi ha detto restare me stesso, era una cosa che meritavo e che era giusto che toccasse a me“.
Sull’imminente doppia sfida con il PSG e l’amico Kimpenbé:
“Ho parlato con Presnel (attualmente infortunato) al telefono. È un peccato che non sarà della partita, so che sogna di farmi gol ma ancora non ce l’ha fatta”.
Sull’infortunio al polpaccio della scorsa stagione:
“È stato il mio primo infortunio davvero serio, è stato un momento davvero complicato. Ho lavorato duramente per recuperare, senza mai fermarmi. È un qualcosa che ti segna”.
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