Terminata la sosta Nazionali, la quale ha visto l’Italia fuori dal Mondiale per la terza edizione consecutiva, è tornata in pompa magna la Serie A. La 31′ giornata del campionato italiano ha visto disputarsi sfide molto importanti in chiave salvezza e qualificazione alle coppe europee, in particolare il rocambolesco Inter-Roma di ieri sera, terminato 5-2 in favore dei padroni di casa. I nerazzurri tornano a vincere in campionato e allungano così sulle inseguitrici Napoli e Milan, impegnate questa sera nello scontro diretto.
Partita fondamentale quella di stasera ai fini della corsa Scudetto, ultima chiamata per entrambe le squadre a sole 8 giornate dalla fine. Grande protagonista atteso è senza dubbio Mike Maignan, portiere e capitano del Milan, autore di una stagione più che positiva. Il francese è stato ospite del format YouTube del canale ufficiale della Serie A intitolato “A chat with”, nel quale si esprime a 360′ sul ruolo del portiere, mindset corretto da professionista e pillole di storia personale.

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Queste le parole di Mike Maignan:
“Noi portieri siamo sempre soli. Devi avere una mentalità abbastanza cattiva e forte per essere un portiere. Non solo matto, solo un po’. Il mantra che seguo è Fede, disciplina, lavoro, pazienza e umiltà. Sono parole molto importanti per me. Disciplina nel lavoro, nel non mollare mai nelle tempeste. Umiltà perché non devi mai dimenticare da dove vieni e dei sacrifici fatti per arrivare qua“.
“Il mio passato? Ho avuto un percorso non facile ma in casa mia hanno fatto tutto ciò che potevano per darmi il meglio. Mia Madre ha lavorato molto: eravamo cinque fratelli in una camera. A queste cose non puoi pensare, questi ricordi non vanno via anche se cresci, arrivi al top e vinci. Sono ricordi da tenere dentro, senza fare la vittima ma affrontando le situazioni con personalità. Da ragazzino sono diventato un uomo e l’ho un po’ ripagata dei sacrifici che ha fatto. Penso sia felice di me“.
“La mia personalità? Sono molto esigente su me stesso e sugli altri, certe volte anche troppo. Per questo devo avere pazienza e capire che non siamo tutti uguali. Devo dare l’esempio e essere il migliore possibile perché essere capitano è un orgoglio ma anche una responsabilità: non devi mai mollare e essere un esempio per tutti. Dentro la squadra diamo sempre il massimo anche quando i risultati non arrivano. Lo sapete: Roma non è stata fatta in un giorno, serve avere pazienza e credere nel lavoro. Alla fine pagherà“.
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