Un allenatore di Serie A ha recentemente svelato un interessante retroscena legato al suo passato da calciatore. Si tratta di Cesc Fabregas, oggi alla guida del Como, che in una lunga intervista al Corriere dello Sport ha ripercorso alcuni momenti significativi della sua carriera. Negli ultimi mesi, il nome di Fabregas è finito spesso al centro delle voci di mercato, tra cui quello del Milan, riguardo al suo futuro in panchina, ancora tutto da definire. L’unica certezza, al momento, resta l’impegno prioritario con il Como.
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Da quando è arrivato in Lombardia, lo spagnolo ha dato prova di un gioco brillante, ma ha anche incontrato avversari capaci di metterlo in seria difficoltà: “Il Napoli, sicuramente. Qui a Como Antonio ha cambiato la formazione 3, 4 volte in pochi minuti per crearmi dei disturbi e cercare la vittoria. Secondo me ha fatto anche molto bene, indipendentemente dal risultato finale. A ogni suo adattamento corrispondeva qualcosa di diverso da parte mia. Non è stato semplice, te lo posso assicurare. Un altro molto complicato è stato Gasperini. Mi è stato detto che per la prima volta I’hanno visto difendere a quattro, cosa che non faceva mai. Mi ha obbligato a cambiare tanto, a trovare ripetutamente delle contromisure”.
Il classe ’87 ha parlato inoltre della sua carriera da calciatore, rivelando un retroscena che coinvolge anche il club di via Aldo Rossi: “Quando ero al Chelsea mi cercò per la Roma. Stavo attraversando un momento difficile. Conte, appena arrivato, impiegava Matic e Kantè in mezzo al campo nel 3-4-3. Sono situazioni che si verificano, ma non la stavo vivendo bene. Ho dovuto spingere tantissimo per farmi apprezzare da lui e trovare spazio. In quel periodo parlai con Monchi per la Roma e Gazidis per il Milan. Mi volevano entrambi. Anche Ancelotti fece un tentativo quando stava a Napoli. Una sera era al ristorante con la moglie e quando Darren lo vide mi disse “vedrai che Carlo ti chiederà di andare al Napoli”. Fu la prima cosa che mi disse quando mi strinse la mano: ‘Sei pronto per venire da me?’”.
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