A Milano, sponda rossonera, si è respirata aria migliore.
No, non si parla solo di smog, polveri sottili e tutto quello che la rende spesso invivibile nelle grandi città del nord, ma dell’atmosfera emotiva che aleggia sopra Milanello. Anni bui ce ne sono stati, parecchi. Basta spostare le lancette dell’orologio indietro di un decennio per fare riaffiorare ricordi inequivocabili, quelli legati alla cosiddetta “Banter Era”, espressione oggi tanto di moda. La differenza è che tra il 2013 e il 2018 il Milan aveva una squadra oggettivamente mediocre, oggi no. Per quanto manchino delle pedine, la rosa è forte. Come ha detto Ibrahimovic, seppur esagerando, la squadra di oggi è due volte più forte di quella dello Scudetto del 2022. L’affermazione è iperbolica, ma la verità sul fondo è chiara a tutti.
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Ieri sera, a Bologna, è andato in scena l’ennesimo spettacolo sconcertante della stagione. Una brutta abitudine che ormai fatica a scalfire i tifosi. Non potrebbe esserci sensazione peggiore. Se a livello emotivo non c’è nulla che faccia presagire positività e un orizzonte sereno, a livello concreto potrebbe essere anche peggio. Ora ottavo, il Diavolo ha bisogno di un miracolo per arrivare quarto, qualificandosi alla prossima Champions League. Cosa significherebbe mancare questo appuntamento?
Dando per scontato il dispiacere che implicherebbe il non sentire le dolci note dell’inno più bello del mondo calcistico, a livello economico sarebbe una batosta. Secondo Calcio&Finanza il Milan perderebbe almeno 40 milioni di euro, una cifra ritenuta base stando a quanto incassato in questa stagione. A questo numero andrebbero aggiunti altri milioni relativi agli eventuali passaggi del turno, come avvenuto quest’anno, portando l’ammontare a 60. Non solo, perché bisogna anche tenere conto degli introiti provenienti dalla vendita dei biglietti per le partite casalinghe, circa 19 nel 2023-2024. Sommando tutto, il risultato è di circa 80 milioni di euro, ovvero una fetta importante di mercato che verrebbe meno. Un disastro imminente.
