Continua a far discutere la decisione di far disputare Milan-Como a Perth. Una scelta che ha acceso il dibattito pubblico, incontrando l’opposizione non solo dei tifosi, ma anche di diversi giocatori. Un esempio? Adrien Rabiot: “Sono rimasto sorpreso quando ho saputo che con il Milan giocheremo una partita di Serie A contro il Como… in Australia! È completamente folle. Ma si tratta di accordi economici per dare visibilità al campionato, cose che ci superano. Si parla molto dei calendari e della salute dei giocatori, ma tutto questo sembra davvero assurdo. È pazzesco fare così tanti chilometri per una partita tra due squadre italiane in Australia. Dobbiamo adattarci, come sempre”.
Le parole del francese hanno trovato l’appoggio del compagno di squadra Mike Maignan, ma anche la ferma opposizione di De Servo, la cui replica non si è fatta attendere: “Lo sfogo di Rabiot su Milan-Como a Perth? Si scorda, come tutti i calciatori che guadagnano milioni di euro, che sono pagati per svolgere un’attività, cioè giocare a calcio. Dovrebbe avere rispetto dei soldi che guadagna e assecondare maggiormente quello che è il suo datore di lavoro, cioè il Milan, che ha accettato e spinto perché questa partita si potesse giocare all’estero”.
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UNA DECISIONE NON PIÙ SCONTATA
Nella giornata di oggi sono arrivati nuovi aggiornamenti sulla vicenda: la possibilità che Milan e Como disputino la partita di Serie A a Perth, in Australia, è ora fortemente in dubbio. Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Guardian, l’annullamento della sfida di Liga tra Barcellona e Villarreal a Miami ha evidenziato le difficoltà di organizzare partite all’estero, mettendo a rischio anche la trasferta australiana della Serie A. (L’ARTICOLO COMPLETO)
FABREGAS SI ESPONE
Anche il tecnico del Como, Cesc Fabregas, ha deciso di esporsi sulla questione nel corso della conferenza stampa di oggi pomeriggio: “Non è confermato, è possibile che non si faccia. Io ho detto quello che penso 3 settimane fa e lo confermo. Però sono un lavoratore di una società, non vado contro i tifosi e la società, ma resto della mia idea. Quello che hanno fatto in Spagna, con tutti i capitani che hanno mandato un messaggio forte, non è la prima volta che accade. Si manda un messaggio chiaro. Poi la società ha fatto un comunicato”.
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