Manca ancora l’ufficialità, ma Milan-Como con ogni probabilità non si giocherà a Perth, in Australia. Dopo le indiscrezioni, arriva conferma anche dalle parole di Paolo Scaroni, presidente del Milan, nel corso di una lunga intervista a Class CNBC. “Non ho ancora abbassato le braccia su questo tema, ma ci sono così tante autorizzazioni da ottenere che comincio ad essere preoccupato. Se saltasse sarebbe un’occasione persa per la Serie A perché noi abbiamo l’obiettivo di rendere la Serie A attrattiva nel mondo”.
Le autorizzazioni di cui parla Scaroni sarebbero in realtà delle condizioni molto stringenti poste da Asian Football Confederation e Football Australia: la sfida non sarebbe pubblicizzata come un match di Serie A e a dirigere l’incontro ci sarebbe un team di arbitri dell’Afc e non della Can, federazione italiana degli arbitri. Queste due condizioni hanno portato a uno stop – dopo quello di Miami per il match tra Barcellona e Villarreal – del processo che avrebbe portato a giocare il primo match di A fuori dall’Italia.
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Il match vale 12 milioni, 4 per l’organizzazione dell’evento, gli altri 8 per le casse dei club coinvolti (e della Lega), anche seScaroni smentisce tutto: “Noi dobbiamo andare via da San Siro perché c’è l’inaugurazione dei Giochi olimpici. Una delle idee che abbiamo perseguito era di andare in Australia per promuovere il calcio italiano, non per fare un affare economico che non c’è”.
Abodi: “C’erano già dubbi prima…”
In merito a questa vicenda, anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha dichiarato a margine della conferenza di presentazione del nuovo laboratorio antidoping a Roma: “Si va verso il no a Perth? C’erano dubbi già prima, pur riconoscendo alcuni aspetti positivi. Sono abituato a rispettare i ruoli e a valutare a saldo, vedendo profitti e perdite e valutando strada facendo. Poi la questione si è evoluta e alla fine credo vada bene così” riporta gazzetta.it.
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