Ormai, manca pochissimo al Natale: tutti sono desiderosi di mettersi a tavola per consumare un lauto pasto assieme ai propri cari aspettando una delle feste (se non la festa) più attese dell’anno.
Come di consueto, il 24 dicembre, nel giorno della vigilia, i bambini attendono con trepidazione e fervore l’arrivo di Babbo Natale, il celeberrimo signore anziano e corpulento vestito di rosso che – assieme ai suoi elfi – crea e impacchetta regali per recapitarli sotto gli alberi.
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Ecco che magari, i rossoneri potrebbero scrivere la propria “letterina” per chiedere a Santa Claus se non tanti regali, almeno uno. Sì, perché in questo momento, più che mai nella gestione di Stefano Pioli, il Milan si sta mostrando fragile e vulnerabile come un fanciullo. Un fanciullo attorniato da incertezze e paure che danno poca serenità e rendono difficoltoso il cammino per crescere e diventare grandi.
Ma per diventare grandi, si sa: bisogna affrontare sfide e ostacoli sempre più impegnativi; tenendo a mente che anche se si sbaglia (lo si può fare e lo si deve fare se serve) e si cade, ci si deve subito rialzare senza trovare scusanti, al fine di perseguire i propri obiettivi.
L’impegno da parte del Diavolo non è mai mancato: impegno, sacrificio, abnegazione e voglia di lottare per i colori rossoneri non sono mai venuti meno da parte della squadra e del tecnico e questo legittima a poter esprimere un desiderio e chiedere un dono al sopracitato Babbo Natale, magari per quanto riguarda gli infortuni oppure per i gol presi in un anno solare (64 nel 2023), mai così tanti negli ultimi 90 anni di Milan.
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