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Un grande ex della Serie A svela: “Nel 2012 trattai col Milan”

San Siro

Nella giornata di ieri si è svolta un’emozionante partita d’addio al calcio per Marek Hamsik, uno dei giocatori più iconici e rappresentativi della storia recente del Napoli. Un evento che ha celebrato la carriera di un calciatore che ha saputo lasciare un’impronta indelebile nei cuori dei tifosi partenopei e non solo.

Lo slovacco ha indossato la maglia azzurra per ben dodici anni, durante il quale ha collezionato oltre 400 presenze ufficiali con il club campano. Con il suo carisma, la sua dedizione e una continuità di rendimento fuori dal comune, Hamsik è diventato molto più di un semplice centrocampista: è diventato un simbolo, un punto di riferimento, una bandiera.

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In campo poteva ricoprire il ruolo di centrocampista centrale o di trequartista, mostrando sempre una notevole versatilità. Ma ciò che lo rendeva speciale era la combinazione tra la sua innata eleganza nei movimenti, la tecnica sopraffina e la capacità di mantenere lucidità anche nelle situazioni più complicate. Dotato di una forte personalità e di uno spiccato senso del gol, è riuscito di superare la soglia delle 100 reti in Serie A.

Ma l’ammirazione per Hamsik non si limitava solo al pubblico partenopeo. Anche importanti tecnici del panorama italiano avevano riconosciuto il suo valore. Tra questi, Massimiliano Allegri, che provò a portarlo con sé in due diverse occasioni: prima al Milan e, in un secondo momento, alla Juventus. Proposte prestigiose, che però il centrocampista slovacco rifiutò senza esitazione, scegliendo di restare fedele al Napoli e ai suoi colori.

LE SUE PAROLE A CALCIONAPOLI24

“La scorsa settimana Allegri appena mi ha visto a Coverciano mi ha indicato: ‘Hamsik, sei tu che non sei voluto venire con me. Per due volte. Bocciato!’. Scherzava, ma so quanto il mister mi stimasse e mi volesse prima al Milan nel 2012 e poi alla Juventus nel 2015. Nella prima occasione abbiamo anche trattato, ma poi non me la sono sentita. La seconda volta invece, non ci ho neanche pensato. Non volevo cambiare maglia ed è finita subito. Lo ringrazierò sempre perché mi voleva in due squadre importanti. Ma io quella maglia azzurra me la sentivo addosso”.

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